
Una collezione che riprende vita. La Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria (ILMC) di Barletta ha portato a termine la digitalizzazione della Collezione Emanuele Pacifici, uno dei patrimoni videofonografici più preziosi della musica religiosa e tradizionale ebraica. Si tratta di una raccolta di rara ampiezza e rigore quasi scientifico, che attraversa il repertorio ebraico a tutte le latitudini — dai canti degli ebrei del Birobidžan a quelli di Salonicco e Bengasi — ma che riserva uno spazio particolarmente ricco alla romanità ebraica, cuore dell’impegno di una vita di Emanuele Pacifici: figura di riferimento della Comunità Ebraica di Roma, testimone della Shoah e sopravvissuto all’attentato terroristico palestinese del 9 ottobre 1982.

Il fondo comprende registrazioni di maestri liturgici conosciuti, oltre a interventi televisivi raccolti nel tempo dallo stesso Pacifici, che costruì questo patrimonio con pazienza certosina nel corso di decenni, spesso partendo da supporti fragili e ormai obsoleti — audiocassette, videocassette, nastri di ogni tipo, dischi a 78 e 33 giri.

Il progetto di recupero, diviso in due tranche per ragioni economiche, è durato complessivamente nove anni: cinque dedicati alla delicata ricostruzione dei materiali danneggiati, quattro al lavoro di assemblaggio complessivo dell’archivio. L’intervento tecnico, condotto dai Sorriso Studios di Bari sotto la guida dell’ingegnere del suono Tommy Cavalieri, ha dovuto superare numerosi problemi legati al deterioramento di alcune audiocassette contenenti intere tefillot e altri gioielli del patrimonio sinagogale ebraico.

“Da oggi siamo tutti immensamente più ricchi”, ha dichiarato il presidente della Fondazione ILMC Francesco Lotoro, sottolineando come questo patrimonio, per decenni relegato su supporti ormai inutilizzabili, torni finalmente a beneficio della collettività. Il materiale, donato da Riccardo Pacifici alla Fondazione dopo che in passato era stato conteso da gruppi televisivi e editoriali (secondo quanto riferito dalla Fondazione, la stessa RAI ne aveva realizzato due dischi-matrice), entrerà a far parte del Polo Nazionale della Musica Ebraica di Barletta, fortemente voluto dall’allora presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna.
Lotoro ha infine lanciato un appello al mondo ebraico italiano affinché sostenga concretamente la Fondazione, con risorse economiche e personale, per completare il caricamento online delle migliaia di registrazioni: un tesoro, ha ricordato, che non appartiene alla Fondazione ma a chiunque voglia scoprire la ricchezza inesauribile della letteratura musicale ebraica.














