
Hamas avrebbe accettato di discutere l’attuazione delle clausole sul disarmo previste dal piano per Gaza, ma restano forti divergenze sulla portata concreta dell’impegno. Tuttavia, fonti vicine al movimento terroristico palestinese descrivono l’intesa in termini più sfumati, lasciando intendere che alcuni dettagli siano ancora oggetto di trattativa.
Secondo le autorità israeliane, l’accordo prevederebbe lo smantellamento totale dell’arsenale di Hamas, inclusi armi leggere e pesanti, tunnel, depositi di munizioni e siti di produzione di armamenti, con un sistema di verifica rigoroso affidato a organismi indipendenti. Un funzionario israeliano ha definito il possibile accordo “una resa, in termini pratici”, sottolineando che non sarebbero previste deroghe o compromessi sul tema della smilitarizzazione.
Da parte palestinese, invece, fonti vicine a Hamas parlano di una “formula concordata” per la gestione delle armi, che potrebbe prevedere il trasferimento o lo stoccaggio dell’arsenale secondo un meccanismo condiviso con i mediatori, senza confermare esplicitamente un disarmo totale. Le stesse fonti riferiscono anche di progressi riguardo all’amministrazione civile della Striscia e alla gestione del personale pubblico.
Al centro delle trattative vi è anche il futuro governo di Gaza. Secondo la bozza di accordo citata dalle fonti israeliane, Hamas rinuncerebbe a qualsiasi ruolo di governo, sia diretto sia indiretto, lasciando l’amministrazione del territorio a un organismo civile palestinese, nel rispetto del principio di “un’unica autorità, un’unica legge e un’unica forza armata”.
Resta aperta la questione del ritiro israeliano dalla Striscia. Israele ribadisce che non vi sarà alcun ritiro completo prima della verifica dell’effettiva smilitarizzazione di Hamas, mentre le fonti palestinesi sostengono che il ritiro dovrebbe avvenire parallelamente all’attuazione degli altri punti dell’intesa, con il supporto di una forza internazionale di monitoraggio.
I colloqui, mediati da Egitto, Stati Uniti e altri attori internazionali, proseguono al Cairo. Sebbene entrambe le parti parlino di progressi, restano ancora divergenze sull’interpretazione dell’accordo e sulle modalità di attuazione del disarmo, elementi che potrebbero determinare i tempi della sua eventuale firma.













