Skip to main content

Ultimo numero Luglio – Agosto 2026

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati


    ISRAELE

    Netanyahu vola a Washington, l’Iran al centro del vertice con Trump

    Gerusalemme ha scelto la massima discrezione per la partenza del premier Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Il primo ministro israeliano è decollato lunedì pomeriggio a bordo dell’aereo governativo “Wing of Zion”, mentre il suo ufficio ha evitato di rendere pubblici l’orario della partenza, la base di decollo e i dettagli sull’arrivo negli Stati Uniti. A ricostruire il movimento dell’aereo sono stati i sistemi di tracciamento dei voli, secondo i quali il velivolo è partito dalla base aerea di Nevatim, nel sud di Israele, senza transitare dall’aeroporto Ben Gurion, abituale punto di partenza del premier. Netanyahu non ha rilasciato dichiarazioni prima del decollo.

    Il primo ministro israeliano incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. Il dossier iraniano dovrebbe dominare il colloquio, in un momento di forte tensione regionale e mentre sono in corso iniziative diplomatiche per cercare di contenere il rischio di una nuova escalation. Netanyahu dovrebbe presentare a Trump valutazioni aggiornate sulle attività iraniane legate al programma nucleare e allo sviluppo dei missili balistici. La posizione israeliana, secondo quanto riferito da fonti citate dalla stampa, è che Teheran non avrebbe abbandonato l’ambizione di dotarsi di capacità nucleari militari e che qualsiasi intesa temporanea dovrebbe impedire una ricostruzione delle capacità strategiche iraniane.

    Netanyahu dovrà però muoversi su un terreno diplomatico delicato. L’obiettivo dichiarato di Israele è impedire che l’Iran raggiunga la capacità di costruire un’arma nucleare, senza necessariamente spingere Washington verso un’immediata ripresa delle operazioni militari. Il confronto con Trump sarà quindi cruciale per definire il margine di manovra comune tra Israele e Stati Uniti. Sul tavolo non ci sarà soltanto l’Iran. I due leader dovrebbero discutere anche della guerra a Gaza e degli sviluppi in Siria, Libano, Turchia e Arabia Saudita. La composizione esatta degli incontri con l’amministrazione americana resta inoltre da definire: resta da capire se il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio parteciperanno al colloquio con Trump o incontreranno Netanyahu separatamente.

    Il vertice arriva in una fase in cui il coordinamento strategico tra Washington e Gerusalemme assume un peso crescente. Per Netanyahu, il faccia a faccia con Trump rappresenta l’occasione per allineare le posizioni americane e israeliane sulle prossime mosse militari e diplomatiche in Medio Oriente. Per la Casa Bianca, il colloquio offre invece un confronto diretto con il principale alleato regionale su una crisi che rischia di coinvolgere contemporaneamente il dossier iraniano, la sicurezza marittima e il conflitto di Gaza. La partenza insolitamente riservata del premier israeliano aggiunge così un ulteriore elemento di tensione a una missione già seguita con grande attenzione. Il contenuto del colloquio con Trump potrebbe contribuire a definire la direzione della politica regionale nelle prossime settimane.

    CONDIVIDI SU: