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    ISRAELE

    Israele: pronti per un intervento in Venezuela

    Israele sta valutando l’invio di una delegazione umanitaria in Venezuela dopo i due potenti terremoti che hanno colpito il Paese sudamericano, provocando almeno 32 morti, centinaia di feriti e gravi distruzioni a Caracas e nelle aree circostanti.
    Secondo fonti del Ministero degli Esteri, l’ipotesi di una missione israeliana è allo studio nell’ambito degli sforzi internazionali di soccorso, nonostante l’assenza di relazioni diplomatiche tra Gerusalemme e Caracas e la mancanza di una rappresentanza diplomatica israeliana nel Paese. Le autorità stanno valutando le modalità operative di un eventuale intervento, tenendo conto delle significative difficoltà logistiche e politiche.
    L’organizzazione israeliana di pronto intervento Zaka ha dichiarato che le sue squadre negli Stati Uniti, in Messico e in Israele si stanno preparando per un aiuto nel salvataggio delle persone dalle macerie in Venezuela. L’organizzazione di soccorso IsraAid ha affermato di star “rispondendo con urgenza” al disastro in corso, promettendo ulteriori aggiornamenti man mano che la situazione si evolve.
    La prima scossa, di magnitudo 7.2, è stata seguita meno di un minuto dopo da una seconda di magnitudo 7.5. Le squadre di soccorso continuano a lavorare tra gli edifici crollati alla ricerca di sopravvissuti, mentre le autorità avvertono che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare sensibilmente nelle prossime ore.
    Hafziva Shochet, emissaria del movimento Chabad in Venezuela, ha raccontato a Ynet i momenti vissuti durante il sisma. “Ho ricevuto un avviso sul telefono che segnalava un terremoto imminente e subito dopo la casa ha iniziato a tremare violentemente. Sembrava di essere su una nave in mezzo all’oceano. Ci sono crepe nei muri, i quadri sono caduti e non abbiamo elettricità né acqua”, ha spiegato. Ha inoltre raccontato di aver trascorso la notte tra continue scosse di assestamento e strade piene di residenti sotto shock.
    Anche il professor Shmuel Marco, geologo dell’Università di Tel Aviv, ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento. Secondo l’esperto, il verificarsi di due terremoti di questa intensità in una successione così ravvicinata è relativamente raro. “Non esiste quasi nessun Paese al mondo pienamente preparato ad affrontare un terremoto che distrugga una grande città”, ha affermato.

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