
Ci sono uomini che compiono atti di coraggio e umanità in tempi bui, malgrado indossino una divisa che potrebbe costringerli ad abiurare la propria umanità. Piccole storie che passano inosservate nel grande calderone della Seconda Guerra Mondiale, eroi dimenticati, ma che pian piano riemergono dalle foto in bianco e nero. In questo reading, preludio di uno spettacolo teatrale, Elisabetta Fiorito, giornalista e scrittrice, ne ha scelte due: quella di Angelo De Fiore, poliziotto durante l’occupazione di Roma, e Osman Carugno, carabiniere in servizio in Romagna. Ad interpretarli due attori d’eccezione: Sebastiano Somma e Claudio Botosso.
Ad introdurre la serata, in scena ad “Ebraica – Festival internazionale di Cultura” martedì 16 giugno alle 20.30 nel Palazzo della Cultura nell’antico quartiere ebraico di Roma, sarà Mario Venezia, presidente della Fondazione Museo della Shoah. Presenti anche i rappresentanti di Polizia e Carabinieri.
Angelo De Fiore è un commissario di pubblica sicurezza addetto all’Ufficio Stranieri. In questa veste, riesce durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, a convalidare almeno cento documenti falsi di profughi ebrei arrivati da Nizza. Li faceva sedere in questura e poneva sempre la stessa domanda retorica: “Sei francese e ariano?” Poi poneva il timbro. Cercava poi di rimandare la deportazione al Nord di chi era stato arrestato opponendosi anche a individui come Pietro Koch, a capo di una banda di torturatori, e al commissario della Rsi Pietro Caruso. A dare voce a De Fiore è Sebastiano Somma, volto noto in tv e al cinema, già interprete di un altro poliziotto che aveva aiutato gli ebrei, Giovanni Palatucci, in una serie tv.
Osman Carugno è un carabiniere che si trova in servizio a Bellaria, in Romagna. Viene avvisato da un suo amico albergatore, Ezio Giorgetti, che un gruppo di 38 ebrei è arrivato da Asolo dove erano stati internati. Provengono da Zagabria, cercano di raggiungere l’Italia liberata al Sud. Ma restano incastrati al di qua della Linea Gotica. Carugno si dà da fare insieme a Giorgetti per nasconderli per un anno, facendo cambiare loro alberghi, pensioni, case di paese. Ne perde le tracce durante l’avanzata alleata e, alla fine della guerra, viene spostato in un altro comune. Non sa che fine abbia fatto il gruppo. Lo scoprirà soltanto in seguito. A raccontare la sua storia è Claudio Botosso, interprete di molti film di Pupi Avati.
Alla fine della guerra, entrambi saranno sottoposti a indagini per sospetto collaborazionismo, un’accusa generalizzata per chi era restato in servizio nelle forze dell’ordine durante l’occupazione nazista. Entrambi saranno scagionati, ma non è la fine della storia. Angelo De Fiore e Osman Carugno saranno insigniti, purtroppo soltanto dopo la loro morte, del titolo di Giusti tra le Nazioni dallo Yad Vashem di Gerusalemme. Due storie che riportano alla luce il coraggio delle persone comuni che, senza pensare alla propria incolumità, decisero di fare la scelta giusta e che, grazie al lavoro di ricerca in Israele, è potuto venire alla luce anche dopo tanto tempo. Perché, come dice il Talmud, chi salva una vita salva il mondo intero.














