
Dopo decenni di degrado e silenzio, è rifiorita la storica sinagoga di Costanza, in Romania. L’edificio, che da oltre un secolo fa parte del paesaggio urbano della città affacciata sul Mar Nero, è stato ufficialmente riaperto il 29 maggio 2026 con una cerimonia che ha riunito centinaia di persone.
Per anni la sinagoga era rimasta in uno stato di abbandono quasi totale. Durante la Seconda guerra mondiale fu utilizzata come deposito militare tedesco e l’edificio cadde lentamente in rovina. Il tetto era crollato, le strutture risultavano gravemente compromesse e il rischio di perderla definitivamente sembrava concreto. Oggi, invece, il luogo di culto si presenta completamente restaurato grazie a un importante intervento di recupero.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, l’ambasciatore d’Israele in Romania, Lior Ben Dor, alcuni esponenti del governo romeno e rappresentanti delle istituzioni locali. Nel suo intervento, Ben Dor ha definito la riapertura della sinagoga come “un evento emozionante e di grande valore storico e culturale”.
Inoltre, l’ambasciatore israeliano ha ricordato come la Romania abbia ospitato in passato oltre mille sinagoghe e che oggi sono in corso importanti iniziative per preservare ciò che resta di questo patrimonio religioso.
Particolarmente significativo è stato anche l’intervento del muftì locale, Murat Iusuf, il quale ha invitato i musulmani a dimostrare “amore, rispetto e solidarietà verso gli ebrei”, condividendo un messaggio di convivenza in un momento in cui il contrasto all’antisemitismo rappresenta una sfida sempre più attuale.
Il progetto di recupero è stato promosso da Silviu Vexler, presidente della Federazione delle Comunità Ebraiche di Romania, in collaborazione con il governo. Proprio il ruolo delle istituzioni costituisce uno degli aspetti più sorprendenti dell’intera operazione. Infatti, i lavori sono stati finanziati integralmente dallo Stato, che ha investito milioni di dollari per restituire alla città uno dei suoi edifici più rappresentativi.
Per la comunità ebraica romena, la riapertura della sinagoga segna, dunque, il recupero di un luogo che sembrava destinato a scomparire e rappresenta una chiara presa di posizione delle istituzioni romene nel ripudiare ogni forma di antisemitismo.














