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    ROMA EBRAICA

    Coppa dell’Amicizia, trionfa la Seleçao ai rigori

    Il Centro Sportivo “La Mirage” si è trasformato nel palcoscenico di una delle serate più attese dell’anno per la Comunità Ebraica di Roma. La finale della 58ª edizione della Coppa dell’Amicizia, ormai nella veste del calcio a 8, non ha tradito le attese: doveva essere uno spettacolo e spettacolo è stato, sia sul rettangolo verde che sulle tribune, capaci di catalizzare l’entusiasmo di centinaia di spettatori accorsi per assistere a un evento che unisce storicamente sport, identità e condivisione.
    L’atmosfera delle grandi occasioni si è respirata fin dai primi minuti. Ad accogliere il pubblico un dj set che ha scandito il pre-partita. A dare un ulteriore tocco di professionalità e coinvolgimento è stato Yosi Tesciuba, organizzatore del torneo, che ha vestito anche i panni dello speaker annunciando uno a uno i protagonisti della finale, scesi in campo tra gli applausi del pubblico e una suggestiva scenografia di fumogeni.
    Prima del fischio d’inizio, i saluti istituzionali. Sul campo sono intervenuti Isaac Tesciuba, membro della Giunta e Assessore in rappresentanza della Comunità Ebraica di Roma, e Raffy Naim per la Casa di Riposo, sottolineando il valore sociale e aggregativo di un torneo che da oltre sessant’anni rappresenta un punto di riferimento intergenerazionale.
    Subito dopo il riscaldamento, l’ingresso ufficiale delle squadre è stato sancito dalle note solenni degli inni nazionali d’Italia e dello Stato d’Israele.
    A testimoniare il livello raggiunto dalla competizione, la direzione della Finalissima è stata affidata a un arbitro di Serie A, Valerio Crezzini della Sezione di Siena. Sotto la sua gestione si sono sfidate la Stella Azzurra, squadra campione in carica e determinata a difendere il titolo, e la Seleçao, capace durante la fase a gironi di dimostrare un gioco solido, di qualità, e di poter mettere in netta difficoltà qualunque avversario.
    La partita è stata combattutissima, bloccata sui binari dell’equilibrio tattico e dell’intensità. Le occasioni sono fioccate da una parte e dall’altra, ma nessuna delle due compagini è riuscita a trovare la zampata decisiva per sbloccarla. Nemmeno i tempi supplementari sono bastati a spezzare lo 0-0 iniziale, rendendo inevitabile la lotteria dei calci di rigore. Dal dischetto a prevalere è stata la Seleçao, che ha mantenuto i nervi saldi e ha conquistato così il primo, storico titolo comunitario della sua storia.
    Chi scrive questo articolo ha vissuto la serata da una prospettiva speciale, scendendo in campo e vestendo con grande orgoglio proprio la maglia della Stella Azzurra. Ed è con l’orgoglio di chi conosce i valori di questa competizione che posso raccontare il momento più bello: al termine della gara, i giocatori di entrambe le squadre si sono ritrovati nello stesso spogliatoio. Insieme. Tra sfottò calcistici, e il racconto degli episodi del match, la sfida si è chiusa nell’assoluto rispetto reciproco, dimostrando la capacità di questo torneo di unire molto più che dividere.
    A riassumere perfettamente lo spirito della manifestazione sono state le parole dell’organizzatore Yosi Tesciuba, che a fine serata ha tracciato il bilancio di questo successo:
    “Una finale incredibile tra due squadre ormai storiche. Il risultato vero e più importante è fuori dal campo. Ci saranno state più di 500 persone. La vittoria più grande è sempre questa: vedere tanti ragazzi e l’attaccamento con cui i giocatori sono legati a questo torneo. Un torneo storico, che si svolge da più di 65 anni. Complimenti alla squadra vincitrice, a tutte le partecipanti, dai più piccoli ai più grandi, con l’augurio di essere sempre di più, con più gente fuori e più giocatori in campo, e mantenere questa tradizione”.

     

    Credit foto Ariel Nacamulli

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