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    ISRAELE

    Rotoli del Mar Morto: un progetto europeo sfida uno dei più grandi enigmi dell’archeologia

    Un finanziamento da 2,5 milioni di euro del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) finanzierà un progetto dedicato a uno dei più grandi enigmi dell’archeologia biblica: l’origine dei Rotoli del Mar Morto. Il progetto, della durata di cinque anni, sarà coordinato dal professor Mladen Popović dell’Università di Groninga, nei Paesi Bassi, in collaborazione con l’Autorità Israeliana per le Antichità e numerosi laboratori di ricerca europei.
    “La combinazione di avanzate analisi di laboratorio e delle più recenti tecnologie ci permette di porre domande alle quali in passato non era possibile rispondere: non soltanto su chi abbia scritto questi testi, ma anche su dove siano stati redatti, attraverso quali reti di conoscenza siano stati diffusi e quale ruolo abbiano avuto nella società del loro tempo”, ha dichiarato il professor Popović.
    Infatti, gli studiosi discutono da oltre settant’anni se almeno una parte dei rotoli sia stata realizzata a Qumran dalla comunità che vi abitava oppure se alcuni dei manoscritti provenissero da altri centri, come Gerusalemme, per essere poi nascosti nelle grotte durante un periodo di pericolo. Un’altra ipotesi è che le grotte fossero utilizzate come biblioteca o come genizah, un deposito destinato proprio alla conservazione dei testi sacri.
    Per rispondere a questi interrogativi i ricercatori analizzeranno circa 250 campioni di pergamena e papiro, confrontandoli per la prima volta anche con papiri provenienti dall’Egitto per ricostruire la provenienza delle materie prime e individuare eventuali collegamenti tra i diversi centri di produzione.
    I risultati di queste analisi contribuiranno alla classificazione degli oltre 25.000 frammenti conservati dall’Autorità Israeliana per le Antichità, con l’intento di attribuirli a specifici scribi, aree geografiche e periodi storici, offrendo un quadro più completo della produzione culturale nell’antica Giudea.
    Anche la dottoressa Ilit Cohen-Ofri, dell’Autorità Israeliana per le Antichità, ha sottolineato la portata del progetto: “Lo studio creerà una banca dati senza precedenti sulla composizione chimica dei Rotoli del Mar Morto”. Secondo la ricercatrice, se le analisi di pergamene, papiri e inchiostri daranno i risultati attesi, contribuiranno a fare luce su uno dei più grandi dibattiti dell’archeologia e potrebbero “rivelare segreti rimasti nascosti nei frammenti sopravvissuti per centinaia e migliaia di anni”.

    Photo Credit: Yoli Schwartz, Israel Antiquities Authority

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