
È iniziata la stagione di nidificazione delle tartarughe marine sulle spiagge israeliane. La scorsa settimana, secondo l’Autorità israeliana per la Natura e i Parchi, sono stati individuati tre nidi: il primo nella spiaggia di Ashkelon, dopo che un volontario ha segnalato la presenza di tracce lasciate da una femmina appena approdata a riva. Seguendo il percorso impresso sulla sabbia, gli operatori hanno individuato un nido con 74 uova, successivamente trasferite nel nuovo incubatoio del Parco Nazionale di Tel Ashkelon, dove potranno svilupparsi al sicuro.

Pochi giorni dopo, un secondo nido di tartaruga caretta caretta è stato scoperto nella riserva naturale di Nitzanim, grazie all’intervento di un volontario del team Zikim-Ashkelon, dotato di scanner per il monitoraggio delle tracce. Anche in questo caso il nido è stato messo in sicurezza.
Un’altra segnalazione è arrivata da Atlit, dove un volontario di Megadim ha individuato nuove tracce sulla spiaggia. Gli ispettori intervenuti hanno recuperato 81 uova, trasferendole nell’incubatoio protetto di Hof Galim.

Lo scorso anno, lungo il litorale israeliano, sono stati individuati 558 nidi: 449 appartenenti alla tartaruga caretta caretta e 109 alla tartaruga verde. La maggior parte è stata trasferita in incubatoi protetti grazie al lavoro coordinato di ispettori, ecologi e volontari certificati. “Negli incubatoi la nuova generazione di tartarughe marine può svilupparsi in sicurezza, lontano dalla minaccia dei predatori, fino al momento in cui i piccoli emergono dal nido e iniziano la loro vita in mare”, ha spiegato Rinat Kashi, coordinatrice nazionale presso il Centro nazionale di soccorso per le tartarughe marine.
Non tutti i nidi, però, vengono spostati. Alcuni, soprattutto quelli situati all’interno di riserve naturali e parchi nazionali, restano nel loro ambiente originario e vengono protetti con recinzioni e cartelli informativi, nel tentativo di preservare il ciclo naturale della specie.















