
La Knesset ha approvato nelle prime ore di venerdì, poco prima del proprio scioglimento, la legge che istituisce il quadro ufficiale per la commemorazione del massacro del 7 ottobre 2023. Il provvedimento, approvato in seconda e terza lettura alle 4:40 del mattino, introduce una Giornata nazionale della memoria, crea una nuova Autorità per la commemorazione e prevede la realizzazione di un sito memoriale e di un museo nella regione al confine con la Striscia di Gaza.
Secondo la legge, la ricorrenza sarà celebrata ogni anno il 24 di Tishrì, nel calendario ebraico. In quella giornata le bandiere saranno esposte a mezz’asta negli edifici pubblici, nelle basi dell’IDF, nelle strutture della polizia e del servizio penitenziario. Sono inoltre previste cerimonie ufficiali in tutto il Paese, mentre radio e televisioni dedicheranno la programmazione alla memoria delle vittime e degli eventi del 7 ottobre.
Elemento centrale della riforma è la nascita della Memorial Authority, un ente pubblico incaricato di coordinare tutte le iniziative commemorative. L’organismo riceverà un finanziamento annuale e sarà guidato da un consiglio composto da tredici membri. Durante il dibattito parlamentare è stata sottolineata l’importanza di garantire una rappresentanza ampia e diversificata, anche se la maggioranza dei componenti sarà costituita da rappresentanti governativi o da persone nominate dall’esecutivo.
La nuova normativa prevede inoltre la creazione di un memoriale nazionale e di un museo permanente nell’area del confine con Gaza, una delle zone più duramente colpite durante l’attacco del 7 ottobre, con l’obiettivo di preservare la memoria delle vittime, documentare gli eventi e trasmetterne il significato alle future generazioni.
L’approvazione della legge rappresenta uno dei provvedimenti simbolicamente più significativi adottati dalla 25ª Knesset prima della conclusione della legislatura. Con essa, Israele definisce per la prima volta una cornice istituzionale permanente per ricordare uno degli eventi più traumatici della sua storia recente, affidando allo Stato il compito di custodirne la memoria attraverso cerimonie ufficiali, attività educative e luoghi di commemorazione.














