
È morto Yehuda Aharon Widawski, il più anziano sopravvissuto alla Shoah in Israele. Aveva 107 anni. Per decenni è stato una figura di riferimento per le comunità chassidiche di Sochatchov e Modzitz.
Nato il 26 luglio 1919 a Turek, in Polonia, Yehuda Aharon Widawski si trasferì con la famiglia a Łódź nel 1933, dove divenne attivo nel movimento giovanile Hashmonaim. Ben presto entrò nell’ attività tessile della famiglia e, già nel 1936, contribuì alla gestione di un’azienda che dava lavoro a decine di sarte ebree, impegnate nella produzione di camicie e biancheria per l’esercito polacco.
Con l’occupazione tedesca della Polonia, la famiglia Widawski fu rinchiusa nel ghetto, dove continuò a occuparsi di tessili. L’ abitazione divenne anche sede di una delle prime mense per i poveri.
Nell’agosto del 1944, durante la liquidazione del ghetto, la famiglia fu deportata ad Auschwitz-Birkenau. I genitori di Yehuda, Abraham e Leah, e il fratello maggiore Gabriel furono uccisi all’arrivo.
Yehuda e il fratello minore Jehoszua riuscirono invece a sopravvivere alla selezione di Josef Mengele. Otto giorni dopo il loro arrivo ad Auschwitz furono trasferiti nel campo di lavoro di Friedland, dove vennero costretti a lavorare nella produzione di ali per aerei. Nel maggio 1945 i tedeschi abbandonarono il campo e i prigionieri furono liberati dall’Armata Rossa.
Dopo la guerra Widawski tornò a Łódź e riprese l’attività nel settore tessile. Nel 1950 emigrò in Israele, dove costruì una grande famiglia, arrivando a conoscere anche la quinta generazione dei suoi discendenti.
Dal 1978 tornò ripetutamente in Polonia, inizialmente alla ricerca della tomba della nonna e, più in generale, delle tracce delle comunità ebraiche cancellate dalla Shoah, contribuendo a identificare migliaia di sepolture e a restaurare o ripristinare numerose lapidi.
Nel 2012 il suo impegno venne riconosciuto anche dallo Stato di Israele: Widawski fu scelto per accendere una delle fiaccole durante la cerimonia ufficiale di Yom HaShoah allo Yad Vashem. Negli anni successivi continuò a partecipare alle commemorazioni degli ebrei di origine polacca e a raccontare la propria esperienza.
A ricordarlo è stato anche il presidente israeliano Isaac Herzog, che ha espresso il proprio cordoglio per la sua scomparsa in un post su X. Herzog ha incontrato Widawski quando aveva 104 anni e lo ha ospitato alla Residenza presidenziale insieme alla sua famiglia: “Sono rimasto profondamente colpito nell’ascoltare la sua storia e nel sapere della sua decisione di tornare in Polonia, anni dopo essere emigrato in Israele, per cercare la tomba di sua nonna”, ha raccontato Herzog. “Quella ricerca divenne il lavoro di una vita”. Per anni, ha sottolineato il presidente, Widawski si è dedicato alla ricerca e al recupero dei cimiteri e delle tombe ebraiche in Polonia, contribuendo a identificare oltre 3.000 sepolture. Herzog ha poi ricordato una frase particolarmente significativa pronunciata dal sopravvissuto: “La mia vendetta contro i nazisti è che loro hanno perso e noi abbiamo lo Stato di Israele”. “La sua vita – ha concluso Herzog – è stata una straordinaria testimonianza della vittoria della vita, della memoria e della rinascita”.
הצטערתי לשמוע על פטירתו של יהודה אהרן וידבסקי ז״ל, ניצול אושוויץ והמחנות הנאציים, בגיל 107.
כשהיה בן 104, זכיתי לארח את יהודה בבית הנשיא יחד עם משפחתו המפוארת. התרגשתי לשמוע ממנו על סיפור חייו ועל הבחירה שלו לחזור לפולין שנים אחרי שעלה לישראל כדי לחפש את קבר סבתו. החיפוש הזה הפך… pic.twitter.com/ZIAEGhmbbr
— יצחק הרצוג Isaac Herzog (@Isaac_Herzog) September 13, 2026
In foto Yehuda Widawski. Credit YAD VASHEM













