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    IDEE - PENSIERO EBRAICO

    Le chuppoth d’Israele e la ricostruzione collettiva

    È “amore” il tema prescelto per la Giornata Europea della Cultura Ebraica, a cui dedichiamo questa edizione di Shalom Magazine. Un tema universale che, nella sua accezione sociale e culturale, offre spunti e prospettive differenti. In questo numero parleremo di come la Giornata sarà celebrata a Roma, rinnovando ancora una volta quel dialogo costante tra la città e la sua comunità ebraica.

    In Israele, in questi anni drammatici, l’amore ha preso una forma particolarmente significativa e potente nella dimensione dei matrimoni. Dall’indomani del 7 ottobre 2023, le chuppoth – i baldacchini nuziali della tradizione ebraica – sono diventate anche il luogo in cui un Paese ha scelto di riaffermare la vita. Gli sposi non hanno smesso di presentarsi: sono arrivati anche con le stampelle, con le protesi, con le sedie vuote accanto. E con loro è arrivata ogni volta una comunità intera, per celebrare la scelta di avere un futuro e una ricostruzione collettiva.

    Tra le chuppoth che raccontano meglio la ricostruzione di Israele c’è quella di Sasha Troufanov e Sapir Cohen. Rapiti insieme il 7 ottobre dal kibbutz Nir Oz, hanno attraversato la prigionia di Hamas nel buio dei tunnel. Il loro matrimonio, celebrato alla presenza del presidente Herzog e di numerosi ex ostaggi, è diventato il simbolo della rivalsa di chi ha trovato la forza di ricostruire la propria esistenza.

    Yosef Chaim Zion era a Be’eri quando Hamas ha sfondato il confine. Ferito gravemente, ha perso una gamba. Poi sono venuti mesi di operazioni e riabilitazione, giorni sedato in ospedale. Una sera di fine maggio 2026, alla fattoria di Sde Efraim, Yosef Chaim si è sposato con Nishmat. Ha rotto il bicchiere con la sua unica gamba.

    Ben Binyamin e Gali Segal avevano perso entrambi la gamba destra al festival Nova: fidanzati da una settimana, stavano festeggiando lì il loro fidanzamento. Si sono ritrovati dopo negli stessi corridoi di riabilitazione. Gali aveva detto: «Vogliamo arrivare al matrimonio camminando. Solo allora ci sposeremo». Nel luglio 2024 si sono sposati in piedi, davanti all’intero staff medico che li aveva curati.

    Ma il capitolo più toccante riguarda chi ha perso il proprio coniuge e ha scelto ugualmente di ricominciare. Hadas Lowenstern ha perso il marito Elisha, riservista caduto a Gaza nel dicembre 2023, rimanendo sola con sei figli. Prima di partire per il fronte, Elisha le aveva lasciato una richiesta: «Se mi succede qualcosa, risposati il prima possibile». Hadas si è poi fidanzata con Hod Reichert, anche lui vedovo e padre di quattro figlie. I due vivevano nella stessa comunità e hanno trovato un nuovo cammino insieme.

    Ancora più nota è la storia del rabbino Leo Dee. Sua moglie Lucy e due figlie, Maia e Rina, furono assassinate in un attentato nella Valle del Giordano nell’aprile 2023. Il 31 agosto 2025 Leo si è risposato con Aliza Teplitsky. Sotto la chuppah, le sue due figlie superstiti, Keren e Tali, hanno ricordato la madre e accompagnato il padre in quel nuovo capitolo della sua vita.

    Nella tradizione ebraica, rompere il bicchiere ricorda la distruzione del Tempio: anche nella gioia più piena non si dimentica il dolore collettivo. Dopo il 7 ottobre quel gesto sembra aver assunto un significato ancora più intenso. La gioia non cancella il dolore dei corpi irrimediabilmente feriti, delle sedie vuote, dei figli che ricordano un genitore che non c’è più, degli amici caduti che continuano a essere ricordati anche sotto la chuppah. Eppure il bicchiere si rompe, si danza e si continua a sperare, a scegliere la vita.

    Yosef Chaim Zion ha ballato su una gamba sola. Tutto Israele ha ballato con lui.

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