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    Cultura

    Rimonim da tutto il mondo: una collezione unica al Museo Ebraico di Francoforte

    Il Museo Ebraico di Francoforte si prepara ad accogliere una delle più straordinarie collezioni private di Judaica mai esposte al pubblico. Dal 3 settembre 2026, la prestigiosa Cymbalista-Sammlung – una raccolta di 72 Rimonim (i caratteristici ornamenti per i rotoli della Torah, noti anche come Tora-Aufsätze) provenienti da ogni angolo del mondo – sarà finalmente visibile nella sua interezza all’interno della biblioteca del museo, appositamente riconfigurata per l’occasione.

    L’inaugurazione ufficiale della mostra, intitolata “Rimonim aus aller Welt. Die Cymbalista-Sammlung von Tora-Aufsätzen”, si è svolta mercoledì 2 settembre 2026, con un evento che ha rappresentato uno dei momenti culturali più attesi dell’anno nella città sul Meno.

    Una donazione che è anche una storia di rinascita

    Protagonista di questa donazione è Norbert Cymbalista, collezionista di fama internazionale che ha messo a disposizione del Museo Ebraico la sua straordinaria raccolta di Judaica come prestito permanente. Nato a Worms l’8 luglio 1926, Cymbalista ha attraversato da protagonista alcune delle pagine più buie del Novecento. Costretto a lasciare la scuola a soli otto anni a causa delle leggi razziali naziste, nell’ottobre 1938 fu deportato con i genitori nel corso della cosiddetta “Polenaktion”. Sopravvissuto al pogrom del novembre 1938, fuggì a piedi in Belgio nel febbraio 1939, all’età di dodici anni.

    Oggi, a cento anni dalla nascita, la sua collezione diventa un ponte ideale tra passato e futuro, restituendo alla comunità e al pubblico la bellezza di un patrimonio culturale che le persecuzioni avevano cercato di cancellare.

    Dalla Mesopotamia all’Europa: un viaggio attraverso i continenti

    Ciò che rende unica la Cymbalista-Sammlung è la sua straordinaria varietà geografica e stilistica. I Rimonim esposti provengono da Europa, Nordafrica, Paesi arabi e persino dall’Asia orientale, documentando come la migrazione e lo scambio culturale abbiano plasmato la tradizione ebraica nel corso dei secoli.

    Tra i pezzi più affascinanti spiccano i cosiddetti “Rimonim di Baghdad”, realizzati in argento tra il 1890 e il 1910. Progettati per essere montati su un Tik (il contenitore per i rotoli della Torah in uso presso le comunità orientali), presentano un corpo che richiama la forma del melograno – rimmon in ebraico, da cui deriva il nome – arricchito da catenelle con campanelle. Iscrizioni come “Joseph Sohn des Mas’udah Alfi” testimoniano la generosità dei donatori e legano ogni oggetto a una storia personale e comunitaria.

    La collezione non è solo un tesoro di bellezza e di gusto, ma anche un documento storico di prima grandezza: racconta le rotte migratorie, le reti commerciali e le vicende esistenziali di comunità oggi scomparse o drasticamente ridotte.

    Un allestimento immersivo tra tradizione e innovazione

    La mostra sarà ospitata nella biblioteca Georg-Heuberger del Museo Ebraico, in Bertha-Pappenheim-Platz. I 72 Rimonim saranno esposti in un’unica, ampia vetrina che consentirà ai visitatori di apprezzare la ricchezza e la diversità della collezione nella sua totalità. A completare l’esperienza, tablet interattivi offriranno approfondimenti su ogni singolo oggetto e la possibilità di ascoltare un’intervista esclusiva con lo stesso Norbert Cymbalista.

    La mostra si inserisce nel più ampio programma culturale del museo, che da decenni si dedica a raccogliere, preservare e valorizzare le testimonianze della vita ebraica a Francoforte e nel mondo.

    L’apertura ufficiale al pubblico è stata giovedì 3 settembre 2026, con un vernissage riservato alla stampa e alle autorità la serata del 2 settembre.

    “Rimonim aus aller Welt” non è solo una mostra di oggetti preziosi: è un viaggio nella resilienza di un popolo, nella capacità dell’arte rituale di attraversare i secoli e i continenti, e nella forza della memoria che, grazie a donazioni come quella di Norbert Cymbalista, continua a vivere e a parlare alle generazioni future.

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