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    ITALIA

    Ddl antisemitismo: appello di Segre all’unità, ma importante è approvare la legge

    L’intenzione è buona, il risultato è dubbio. La senatrice Liliana Segre chiede ai partiti di approvare all’unanimità il ddl antisemitismo, attualmente all’esame della Camera dopo il primo sì al Senato. Per Segre, “sarebbe il caso di aprirsi all’inessenziale modifica” del testo per specificare la possibilità di critiche allo Stato di Israele come per ogni altro Paese senza considerarle automaticamente antisemite. Con questa mossa, la senatrice a vita, sopravvissuta alla Shoah, suggerisce un punto di incontro per giungere ad un via libera il più largo possibile. Ma alla Camera ognuno resta sulle sue posizioni e sembra svanire la possibilità di unanimità come era già svanita al Senato. La maggioranza difende il provvedimento, già frutto di una “sintesi”, l’idea di un emendamento di modifica sarebbe stata valutata ma per ora l’ipotesi nettamente prevalente è quella che si vada avanti così. In quest’ottica si possono leggere le parole del relatore in commissione Affari Costituzionali della Camera Paolo Emilio Russo (FI) che, nel ringraziare Segre, sottolinea la “sintesi tra testi di maggioranza e opposizione” già fatta al Senato e il “costante dialogo con le associazioni e le organizzazioni impegnate contro l’antisemitismo”. Una modifica vorrebbe poi dire rimandare il testo al Senato per una terza lettura che, in mezzo alla sessione di bilancio e a possibili elezioni anticipate, porterebbe il rischio di non approvare il provvedimento entro la fine della legislatura.
    Dall’opposizione, Avs e M5s restano nettamente contrari, a causa della definizione dell’Ihra, l’Alleanza per la memoria dell’Olocausto, giudicata troppo restrittiva dalla sinistra. Ma la spaccatura principale è dentro il PD. Emanuele Fiano ha annunciato l’addio al partito nel caso in cui in Aula i dem bocciassero il testo e tornano a farsi sentire le voci critiche alla linea del no dei riformisti dem. Per Piero Fassino “accogliere l’appello di Segre è un atto di responsabilità”, mentre Graziano Delrio rimarca la serietà del provvedimento. La maggioranza dem conferma il no. “L’appello di Liliana Segre va nella stessa direzione di quello che abbiamo rivolto nei giorni scorsi alla maggioranza. È necessario modificare il testo”, tiene il punto Federico Gianassi. Detto ciò, se il gruppo voterà no, è quasi certo che ci saranno defezioni.
    Tutta questa discussione sembra portarci dritto al famoso detto: il meglio è nemico del bene. Perché a forza di cavilli, distinguo, precisazioni si corre il rischio di non approvare la legge che ha soltanto uno scopo: mettere un argine all’onda d’odio che ci travolge ogni giorno sui social e non solo.

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