
Un semplice prelievo di sangue per individuare il tumore al polmone, senza dover sequenziare il DNA. È l’obiettivo della nuova tecnologia sviluppata dai ricercatori della Tel Aviv University, che punta a rilevare nel sangue una sorta di “impronta” molecolare associata al tumore, utilizzando un sistema basato sulla fluorescenza.
“Il nostro obiettivo è rendere i test del sangue per la diagnosi del cancro più accessibili, semplici ed economici, senza comprometterne l’accuratezza. – spiega il professor Yuval Ebenstein, che ha condotto lo studio – Abbiamo sviluppato un approccio che non richiede il sequenziamento genetico, ma identifica l’“impronta” chimica del tumore attraverso la luce, utilizzando una tecnologia che può essere implementata nei laboratori clinici tradizionali”.
Lo studio, guidato da Yuval Ebenstein della School of Chemistry della Tel Aviv University in collaborazione con ricercatori di JaxBio Technologies, del Bnai Zion Medical Center e dello Sheba Medical Center, è stato pubblicato su npj Precision Oncology, rivista del gruppo Nature.
La tecnologia elimina la necessità del sequenziamento del DNA. I ricercatori prelevano un campione di sangue ed estraggono il DNA libero circolante, che comprende anche materiale genetico rilasciato dalle cellule tumorali. Poi aggiungono un marcatore luminescente al DNA e lo fanno interagire con un apposito chip. Uno scanner ottico rileva i segnali fluorescenti prodotti e, attraverso l’analisi dei diversi pattern, permette di identificare il profilo molecolare associato alla presenza del tumore.
I risultati sono promettenti. Lo studio ha coinvolto 103 persone: 51 pazienti con tumore al polmone e 52 soggetti sani. Nei pazienti con malattia in stadio 2–4, il test ha dimostrato una sensibilità del 93,1% e una specificità del 90,3% nel distinguere i pazienti affetti da tumore polmonare dai soggetti sani. I ricercatori sono riusciti inoltre a distinguere tra i due principali sottotipi di tumore al polmone – l’adenocarcinoma e il carcinoma a cellule squamose – sulla base delle loro differenti caratteristiche molecolari.
La tecnologia potrebbe rivelarsi interessante anche per monitorare la risposta alle cure. In alcuni pazienti, infatti, la variazione dell’impronta genetica corrispondevano alle variazioni osservate agli esami di imaging: quando la terapia funzionava, il profilo tendeva ad avvicinarsi a quello delle persone sane. Si tratta tuttavia di un risultato ancora preliminare, che dovrà essere verificato su un numero molto più ampio di pazienti.
Rispetto alle attuali biopsie liquide basate sul sequenziamento genetico, la tecnologia israeliana potrebbe offrire un approccio più semplice e meno costoso. Secondo gli autori, l’analisi richiede circa due-tre giorni e, al momento, il costo stimato è di circa 60 dollari per campione.
È importante sottolineare che si tratta ancora di uno studio preliminare di tipo proof-of-concept e che la tecnologia non costituisce al momento un test diagnostico pronto per l’impiego clinico di routine. Tuttavia, secondo Ebenstein, “rappresenta un passo avanti verso lo sviluppo di uno strumento in grado di integrare gli esami di diagnostica per immagini e di aiutare i medici a diagnosticare il cancro ai polmoni e a monitorare l’efficacia del trattamento”.














