
El Al non arresta la sua crescita, nonostante un anno difficile per Israele tra la guerra e instabilità regionale. Nel secondo trimestre 2026 la compagnia ha registrato 986 milioni di dollari di ricavi, contro i 777 milioni dello stesso periodo del 2025. L’utile netto è arrivato a 132 milioni di dollari, il doppio rispetto ai 66 milioni di un anno prima.
Mentre molte compagnie straniere non sono ancora tornate stabilmente a volare su Tel Aviv, El Al ha rafforzato il suo ruolo di vettore strategico per Israele, garantendo i collegamenti anche nei momenti più critici. Segno che la domanda di volare verso Israele resta alta, soprattutto tra la diaspora.
Il conflitto con l’Iran, l’operazione “Leone Ruggente”, ha comunque avuto un costo. El Al stima un impatto di circa 55 milioni di dollari nel secondo trimestre. Sommato ai 90 milioni persi nei primi tre mesi dell’anno, il totale nel semestre sale a quasi 145 milioni di dollari, per le restrizioni di sicurezza e i voli ridotti nelle settimane più critiche. Nonostante questo, la compagnia ha chiuso il trimestre con risultati positivi, con i posti occupati risaliti al 94% già a giugno.
Le prenotazioni già acquisite hanno toccato a fine giugno un massimo storico di 1,4 miliardi di dollari. La compagnia prevede una crescita della capacità fino al 10% nel terzo trimestre.
Sul piano industriale, El Al prosegue anche il rafforzamento della flotta, con l’ingresso di due nuovi Boeing 737 e il rinnovo dei 777. La compagnia ha inoltre lanciato El Al Travel, una piattaforma di servizi turistici per i 3,7 milioni di iscritti al programma fedeltà Matmid, e ha firmato un accordo con Starlink per il Wi-Fi a bordo.














