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    ISRAELE

    Ricerca israeliana: la strategia dei fiori per sopravvivere alla siccità

    La siccità non influenza soltanto il numero di fiori prodotti dalle piante, ma anche il modo in cui le diverse specie distribuiscono nel tempo il loro periodo di fioritura. È quanto emerge da uno studio dell’Università Ebraica di Gerusalemme, pubblicato sulla rivista Ecology Letters, che offre una nuova chiave di lettura sugli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi mediterranei. Lo riporta il Times of Israel.
    Contrariamente all’idea che la scarsità d’acqua possa spingere le piante a concentrare la fioritura nello stesso periodo per sfruttare al meglio le risorse disponibili, i ricercatori hanno osservato un fenomeno opposto: quando l’acqua diminuisce, le diverse specie tendono a separare maggiormente i propri tempi di fioritura, sbocciando in momenti differenti della stagione. “Ogni specie ha utilizzato l’acqua disponibile in una fase diversa della stagione”, spiega il dottorando Barel Tsafon, tra gli autori dello studio.
    La ricerca nasce da un esperimento in serra iniziato quasi cinque anni fa. Tsafon, insieme a Or Gross e sotto la supervisione del professor Niv DeMalach della Facoltà di Agraria dell’Università Ebraica, ha coltivato migliaia di piante appartenenti a cinque comuni specie di fiori selvatici del Mediterraneo.
    Le piante sono state sottoposte alla stessa riduzione complessiva della disponibilità d’acqua, ma con una differenza fondamentale: la siccità è stata simulata in momenti diversi della stagione delle piogge, all’inizio, a metà oppure alla fine. Alcuni esemplari sono stati coltivati singolarmente, altri insieme ad altre specie, per analizzare sia gli effetti diretti dello stress idrico sia il ruolo delle interazioni tra piante.
    I risultati hanno mostrato che il momento della siccità è un fattore decisivo. La siccità autunnale ha ritardato l’inizio della fioritura, mentre quella primaverile ha anticipato la fine del periodo di fioritura, riducendo il tempo complessivo in cui le piante producono fiori. Al contrario, una riduzione dell’acqua durante l’inverno ha avuto effetti molto più limitati sui tempi della fioritura.
    Quando le cinque specie sono cresciute insieme, i ricercatori hanno osservato una maggiore separazione dei periodi di fioritura tra loro. Le piante hanno ridotto la sovrapposizione temporale della fioritura, occupando momenti differenti della stagione. Questo fenomeno suggerisce che la diversa risposta alla siccità può favorire la coesistenza tra specie, diminuendo la competizione per risorse limitate come l’acqua.
    Secondo i ricercatori, questa differenziazione dei tempi di fioritura potrebbe rappresentare un meccanismo ecologico che consente alle piante di mantenere una maggiore diversità anche in condizioni di crescente scarsità idrica.
    Finora gran parte degli studi sugli effetti del cambiamento climatico sulla fioritura si è concentrata soprattutto sull’aumento delle temperature, spesso in ecosistemi dove l’acqua non rappresenta il principale fattore limitante. Questo lavoro evidenzia invece l’importanza della stagionalità delle precipitazioni: non conta solo quanta acqua arriva, ma anche quando arriva.
    Lo studio non si fermerà ai risultati ottenuti in serra. I ricercatori stanno infatti avviando un progetto internazionale di scienza partecipativa attraverso la piattaforma iNaturalist, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni sulla fioritura di numerose specie vegetali in Israele e nel resto del mondo.

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