
Il Lost Shtetl Museum, inaugurato a Šeduva (Lituania) nel 2025, è stato inserito nella prestigiosa World’s Most Beautiful Museums List 2026, annunciata dal premio internazionale di architettura e design Prix Versailles. Quest’anno sono stati selezionati sette musei di tutto il mondo e il Lost Shtetl figura accanto a progetti realizzati ad Abu Dhabi, Shenzhen, Guangzhou, Tokyo, Arlington e Tashkent. È anche il primo museo dei Paesi Baltici a ricevere questo importante riconoscimento.
I Prix Versailles, assegnati ogni anno presso la sede dell’UNESCO a Parigi, premiano progetti che coniugano eccellenza architettonica, capacità narrativa e rilevanza culturale. I musei selezionati per il 2026 sono stati riconosciuti per la loro capacità di affrontare temi che spaziano dalla storia e dalla memoria alla scienza e all’innovazione, ridefinendo il concetto contemporaneo di patrimonio culturale.

Jolanta Mickutė, specialista di storia ebraica e responsabile del Dipartimento Educazione del Lost Shtetl Museum, ha così commentato il riconoscimento: «In un periodo relativamente breve abbiamo constatato che il museo sta attirando l’attenzione non solo dei visitatori provenienti dalla Lituania e dall’estero, ma anche della comunità professionale internazionale. Una valutazione di questo livello dimostra che l’architettura del museo, il linguaggio dell’esposizione e la storia che racconta sono comprensibili e significativi anche in un contesto globale». Nel presentare il museo, la giuria del Prix Versailles ha definito il Lost Shtetl un vero e proprio «miraggio», capace di esprimere attraverso l’architettura ciò che è difficile raccontare con le sole parole. Situato nei pressi del centro storico di Šeduva, il museo racconta la storia degli scomparsi shtetl ebraici della Lituania: piccoli centri e comunità ebraiche cancellati dopo la Shoah.

Proponendo storie autentiche legate a Šeduva, il museo ricostruisce la vita quotidiana, le tradizioni e le esperienze delle famiglie ebraiche lituane, offrendo ai visitatori una finestra sulla più ampia storia dell’ebraismo nell’Europa orientale.
Il museo è stato progettato dall’architetto finlandese Rainer Mahlamäki in collaborazione con Enea Landscape Architecture. Ispirato alla silhouette di un tradizionale shtetl, l’edificio è composto da volumi interconnessi che richiamano un piccolo villaggio e si integrano armoniosamente nel paesaggio circostante. Il Memorial Park, adiacente al museo, amplia questo spazio della memoria e rappresenta un monumento vivente dedicato alle comunità ebraiche perdute della Lituania.
Il Lost Shtetl Museum è stato ideato e fondato dalla fondazione filantropica svizzera Youth Aid Foundation. Sviluppato nell’arco di oltre un decennio, il progetto ha coinvolto più di 30 aziende e gruppi di lavoro provenienti da otto Paesi, dando vita a una straordinaria collaborazione internazionale.
Prima della Seconda guerra mondiale, la cittadina di Šeduva, nel nord della Lituania, ospitava una delle più vivaci comunità ebraiche della regione. Come molte altre località dell’ex Granducato di Lituania, Šeduva era uno shtetl, un piccolo centro in cui la popolazione ebraica costituiva una parte fondamentale della vita economica, culturale e religiosa. Gli ebrei si stabilirono a Šeduva nel XVII secolo e, nel corso del tempo, contribuirono allo sviluppo del commercio, dell’artigianato e delle professioni locali. Sinagoghe, scuole religiose e associazioni comunitarie testimoniavano una vita ebraica intensa, profondamente intrecciata con quella della città.

Tutto cambiò nell’estate del 1941, dopo l’invasione nazista dell’Unione Sovietica. Le truppe tedesche, con la collaborazione di milizie locali, avviarono rapidamente lo sterminio delle comunità ebraiche lituane. Gli ebrei di Šeduva furono radunati, privati dei loro beni e infine assassinati in esecuzioni di massa nei pressi della città. In pochi mesi, una comunità che aveva prosperato per oltre tre secoli venne praticamente cancellata. Oggi il patrimonio ebraico di Šeduva è al centro di un importante progetto di recupero della memoria storica. Il vecchio cimitero ebraico è stato restaurato e numerose fosse comuni sono state identificate e commemorate.
Photo credit: Lost Shtetl Museum, Šeduva, Lithuania. Copyright: Martin Sommerschield, Kuvatoimisto Kuvio
Foto della mostra: Copyright Andrew Lee














