
All’inizio di Tishà BeAv, il giorno di digiuno e lutto che ricorda la distruzione del Primo, del Secondo Tempio e di altre tragedie che hanno colpito il popolo ebraico, decine di migliaia di persone si sono riunite mercoledì sera al Kotel, il Muro Occidentale di Gerusalemme. I fedeli hanno preso parte alla lettura del Libro delle Lamentazioni (Eikhà) e alla recitazione delle Kinot, le elegie tradizionali della ricorrenza. Tra i presenti anche diverse personalità pubbliche, tra cui l’ex primo ministro Naftali Bennett, l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il ministro dell’Economia Nir Barkat e il sindaco di Gerusalemme Moshe Lion. L’afflusso di fedeli continuerà per tutta la giornata di Tishà BeAv, con migliaia di persone attese al Kotel fino al termine del digiuno.
Il Muro Occidentale, ultimo resto del complesso del Tempio, rappresenta il luogo centrale delle celebrazioni: ogni anno migliaia di fedeli si radunano per pregare, anche seduti a terra in segno di lutto. Le preghiere proseguono spesso durante la notte e fino alle funzioni mattutine.
Tishà BeAv è il principale giorno di lutto del calendario ebraico: il digiuno dura circa 25 ore, dal tramonto fino alla sera successiva, e ricorda non solo la distruzione del Primo Tempio da parte dei Babilonesi e del Secondo Tempio da parte dei Romani, ma anche altre tragedie che hanno segnato la storia del popolo ebraico.
La ricorrenza non è soltanto un momento di memoria storica, ma anche un’occasione di riflessione personale e collettiva. Alla vigilia di Tishà BeAv, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha diffuso un messaggio in cui ha richiamato il significato della distruzione dei Templi come monito contro le divisioni interne, e ha sottolineato l’unità dimostrata dagli israeliani negli ultimi anni. “L’odio gratuito ci ha portato alla distruzione, – ha detto Netanyahu – l’amore per Israele ci porterà alla redenzione”.














