
Il Museo del Centro Yigal Allon del Kibbutz Ginosar ha inaugurato “I segreti di Huqoq”, una nuova mostra che offre al pubblico la prima occasione di conoscere da vicino uno dei siti archeologici più affascinanti emersi in Israele negli ultimi anni.
Realizzata grazie alla collaborazione tra il Fondo Nazionale Ebraico (KKL-JNF), il W. F. Albright Institute of Archaeological Research, con il sostegno del governo degli Stati Uniti e l’Israel Antiquities Authority, l’esposizione conduce i visitatori alla scoperta di Huqoq, un antico villaggio ebraico che conobbe il suo massimo splendore tra l’epoca romana e quella bizantina. Il sito sorge nel cuore della Foresta di Amiad, nei pressi della sorgente di Huqoq.

Visibile direttamente dalle finestre del museo, Horvat Huqoq è celebre soprattutto per la monumentale sinagoga riportata alla luce dagli scavi diretti dalla professoressa Jodi Magness dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill. I suoi mosaici, straordinari per qualità artistica e ricchezza narrativa, raffigurano rare scene bibliche ed extra-bibliche e rappresentano un unicum nel panorama delle antiche sinagoghe di Israele.
Fulcro della mostra è il mosaico originale di Sansone, l’unico finora esposto al pubblico. L’opera raffigura l’eroe biblico mentre trasporta sulle spalle le porte della città di Gaza. Ad accompagnarlo, una selezione di spettacolari fotografie degli altri mosaici pavimentali rinvenuti nel sito, concesse dalla professoressa Magness.

«I mosaici di Huqoq sono tra le scoperte più emozionanti che abbia mai avuto il privilegio di riportare alla luce – spiega Jodi Magness – sono felice che il mosaico originale di Sansone, insieme alle immagini degli altri mosaici, venga esposto così vicino al luogo del ritrovamento. La ricerca è ancora in corso e questa mostra invita il pubblico a partecipare a un percorso di scoperta che continua ancora oggi».
L’esposizione non si limita ai mosaici, ma ricostruisce l’intero contesto di vita dell’antico insediamento: il villaggio, la comunità, la sorgente, le strutture agricole, i bagni rituali (mikveh), una rete sotterranea utilizzata come rifugio e il paesaggio circostante. Reperti archeologici, fotografie, un plastico del sito e uno spazio immersivo dedicato ai cunicoli sotterranei permettono ai visitatori di entrare nella storia di una comunità che continua a rivelare nuovi aspetti del proprio passato.

Tra le novità più significative c’è anche l’esposizione, per la prima volta al pubblico, di un tesoro di monete in bronzo scoperto dagli archeologi dell’Israel Antiquities Authority all’interno di un sistema di fuga contemporaneo alla sinagoga. Insieme ad altri reperti, tra cui un anello e un pugnale, il ritrovamento getta nuova luce sulla vita della comunità ebraica locale nei periodi di persecuzione, quando preservare la propria identità religiosa significava affrontare un concreto rischio di vita.

Negli ultimi anni Huqoq è diventata anche un importante laboratorio educativo grazie ai programmi promossi dalla divisione didattica della regione settentrionale dell’Israel Antiquities Authority in collaborazione con il KKL-JNF. Studenti, famiglie, volontari, soldati e residenti hanno preso parte agli scavi e alle attività sul campo, contribuendo direttamente alla valorizzazione del sito.
«Huqoq è un piccolo sito che racconta una grande storia – aggiunge la curatrice della mostra, Einat Ambar-Armon dell’Israel Antiquities Authority – Parla di una vivace comunità ebraica della Galilea in epoca romano-bizantina, di una straordinaria produzione artistica e del ruolo centrale della sinagoga nella vita quotidiana».
Photo credit: Einat Ambar-Armon, Israel Antiquities Authority














