
Accolta dai rappresentanti della Comunità Ebraica di Roma, Fania Oz-Salzberger ha visitato oggi il Museo Ebraico di Roma nell’ambito del suo soggiorno nella Capitale, dove si trova per ricevere il Premio Fiuggi Storia Europa 2025, riconoscimento dedicato a personalità che si sono distinte nella promozione della cultura, della memoria storica e del dialogo tra i popoli. Ad accompagnarla durante la visita sono stati la vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma, Carola Funaro, e l’assessore alla Cultura Giacomo Moscati, che l’ha guidata alla scoperta del patrimonio storico e culturale custodito dal Museo. Assieme a loro anche Pino Pelloni.
Nel corso dell’incontro, la storica e scrittrice israeliana ha condiviso alcuni ricordi profondamente legati a Roma e alla sua storia familiare. “Ricordo il mio primo viaggio a Roma con i miei genitori e con i miei figli circa vent’anni fa – ha raccontato – All’Arco di Tito lui si emozionò vedendo alcune indicazioni per i visitatori scritte in ebraico. C’erano tutte le lingue e lui rimase molto sorpreso di trovare l’ebraico. Fu un momento molto intenso, che non ho mai dimenticato. Il latino era sparito, ma la lingua ebraica c’era ancora”.
Un ricordo personale che ha assunto un significato ancora più profondo durante il ritorno nella Capitale. Parlando con Shalom, Oz-Salzberger ha espresso la propria gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per il legame che sente con la Comunità ebraica romana. “È un grande onore essere qui a Roma – ha detto – Sento molto forte questa fratellanza con la Comunità Ebraica di Roma”. La presenza di Fania Oz-Salzberger a Roma, in occasione del Premio Fiuggi Storia Europa, ha rappresentato un momento significativo di incontro tra storia, identità e impegno civile, nel segno di quell’eredità intellettuale e umana che continua a legare il nome di Amos Oz ai valori del confronto e della convivenza.














