
Nonostante la ripresa delle ostilità e i lanci di missili dall’Iran verso Israele, l’aeroporto internazionale Ben Gurion continuerà per il momento a operare regolarmente. Le autorità israeliane stanno tuttavia valutando una significativa riduzione del traffico aereo per ragioni di sicurezza e gestione dell’emergenza.
Secondo quanto riferito da fonti governative, il Comando del Fronte Interno delle Forze di Difesa israeliane ha proposto di limitare il numero di passeggeri presenti nello scalo a circa 2.500 persone, una misura che comporterebbe inevitabilmente una riduzione dei voli in partenza. Il Ministero dei Trasporti, invece, sostiene una soglia più elevata, pari a circa 5.000 passeggeri, nel tentativo di mantenere una maggiore operatività dell’aeroporto.
Al momento, il principale scalo del Paese rimane aperto e funziona senza modifiche sostanziali, ma le autorità continuano a monitorare l’evoluzione della situazione sul fronte della sicurezza. Eventuali nuove restrizioni potrebbero essere introdotte con breve preavviso qualora il quadro militare dovesse deteriorarsi.
Nel frattempo, la compagnia aerea nazionale El Al ha annunciato misure di flessibilità per i viaggiatori. I passeggeri in possesso di biglietti per voli programmati fino al 13 giugno potranno rinviare gratuitamente la partenza oppure ricevere un voucher da utilizzare per futuri spostamenti.
Anche l’aeroporto di Haifa prosegue le proprie attività senza interruzioni. La compagnia Air Haifa mantiene infatti i collegamenti con diverse destinazioni del Mediterraneo orientale, tra cui Larnaca, Paphos, Atene e Mykonos, garantendo ogni giorno il trasporto di centinaia di passeggeri.
Parallelamente, il Ministero del Turismo ha attivato un centro operativo di emergenza per coordinare l’eventuale trasferimento di residenti le cui abitazioni dovessero essere danneggiate dagli attacchi missilistici. La struttura, istituita dopo una riunione di valutazione guidata dal direttore generale Michael Itzhakov, avrà il compito di collaborare con le autorità locali per garantire l’accoglienza degli sfollati nelle strutture alberghiere disponibili sul territorio nazionale.
I responsabili regionali del ministero sono stati invitati a prepararsi a un possibile impiego straordinario e a seguire le direttive emanate dal Comando del Fronte Interno, nell’ambito del passaggio da una gestione ordinaria a una modalità operativa d’emergenza.
Secondo i dati diffusi dal dicastero, oltre 27mila turisti entrati in Israele negli ultimi trenta giorni si trovano ancora nel Paese. Le autorità stanno monitorando anche la loro situazione, nel tentativo di garantire assistenza e continuità dei collegamenti internazionali.
Mentre il conflitto con l’Iran continua a generare incertezza, Israele cerca dunque di mantenere aperte le principali infrastrutture civili, bilanciando esigenze di sicurezza, mobilità e gestione dell’emergenza.














