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    Cultura

    Accademia Josephus Flavius: Roma come spazio di residenza e pensiero tra Italia e Israele

    Memoria e contemporaneità

    La nascita dell’Accademia Josephus Flavius, fondata lo scorso febbraio a Roma, si inserisce nella genealogia della storia culturale europea delle accademie internazionali che, a partire dall’Ottocento, hanno riconosciuto nella città un luogo privilegiato di formazione, confronto e produzione artistica.

    Roma, stratificazione vivente di memoria e contemporaneità, ha rappresentato per secoli l’approdo del Grand Tour, il viaggio intellettuale e formativo che attraversava la penisola italiana alla ricerca delle origini simboliche e materiali della civiltà occidentale. È in questa continuità storica e culturale che si colloca oggi la nuova Accademia, istituzione indipendente intitolata a Giuseppe Flavio, figura che già nel proprio percorso biografico incarna la complessità del dialogo tra identità, appartenenze e narrazioni.

    Nata dalla visione di Mary Angela Schroth e Sergio Edelsztein, l’Accademia Josephus Flavius si propone come residenza per artisti e studiosi provenienti da Israele, concepita non come spazio celebrativo, ma come luogo operativo di lavoro, ricerca e confronto. L’obiettivo è favorire la circolazione delle pratiche culturali israeliane contemporanee attraverso discipline differenti, dall’arte alla danza, dalla letteratura alla musica, dal teatro alla scienza, permettendo un dialogo stabile con il contesto italiano ed europeo.

    Il consiglio direttivo e il progetto culturale

    Il consiglio direttivo dell’associazione è costituito da cinque figure che negli ultimi anni hanno contribuito alla diffusione e alla riflessione della cultura israeliana contemporanea in Italia. Sergio Edelsztein, presidente dell’Accademia, già direttore del CCA di Tel Aviv e curatore del Padiglione israeliano alla Biennale di Venezia del 2013, rappresenta una delle voci più autorevoli del panorama internazionale. Mary Angela Schroth, fondatrice e direttrice di Sala 1, ha sostenuto nel corso della sua attività pratiche artistiche sperimentali e processi di internazionalizzazione dell’arte contemporanea. Luca Zevi, architetto e teorico, porta nel progetto una riflessione sul rapporto tra spazio urbano, memoria e pratiche culturali, mentre Micol Di Veroli ha contribuito alla promozione dell’arte israeliana in Italia con la mostra Israel Now del 2012. Infine, il mio lavoro, avviato nel 2009, si inserisce in questo percorso di ricerca e diffusione attraverso mostre, seminari e pubblicazioni.

    Programmi pubblici e attività 

    Come si legge nello statuto, l’associazione ha lo scopo di diffondere la cultura israeliana a Roma e nel mondo stabilendo scambi culturali, fornendo e sostenendo un programma di residenza, e proponendosi come luogo di incontro e di aggregazione anche attraverso la realizzazione di conferenze e tavole rotonde. L’intenzione è quella di costruire uno spazio di riflessione che possa favorire occasioni di confronto aperto tra artisti, studiosi, istituzioni e pubblico.

    Tra le prime iniziative promosse dall’Accademia vi sarà la mostra di Ella Littwitz, in programma il prossimo autunno presso Sala 1. L’esposizione dell’artista, già presente in Italia con la rassegna ArteinMemoria inaugurata da Adachiara Zevi a Ostia antica, costituirà una delle prime occasioni pubbliche attraverso cui l’Accademia Josephus Flavius darà forma concreta al proprio impegno nella promozione e nella diffusione della ricerca artistica israeliana contemporanea nel contesto italiano.

    Cultura e complessità nel presente

    In un momento storico in cui Israele e la sua produzione culturale si trovano sempre più spesso esposti a tensioni, contestazioni e forme di delegittimazione che rischiano di tradursi in chiusure o boicottaggi culturali, l’Accademia Josephus Flavius intende sostenere la complessità della ricerca contemporanea nelle sue molteplici articolazioni, al di là di letture semplificatorie o riduzioni ideologiche che ne impoveriscono la comprensione. Come afferma Sergio Edelsztein, l’Accademia vuole essere una “posizione privilegiata per vedere artisti e studiosi per ciò che sono: intellettuali”. È in questo spazio che si colloca l’Accademia Josephus Flavius: tra Roma e Israele, tra memoria e contemporaneità, tra istituzioni e pratiche artistiche, con l’ambizione di contribuire alla costruzione di un campo culturale aperto, plurale e in costante trasformazione.

    Giorgia Calò, Direttore del Centro di Cultura Ebraica

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