
Una soldatessa israeliana di 20 anni, il sergente Rotem Yanai, è stata uccisa nel nord di Israele durante un attacco con droni lanciati da Hezbollah. La giovane prestava servizio come sottufficiale del 435° Battaglione (Rotem) della Brigata Givati.
Cresciuta a Givat Ada, aveva studiato teatro alla scuola superiore di Kramim ed era molto attiva nel movimento scoutistico Gefen. Nell’esercito ricopriva il ruolo di “Mashakit Tash”, una figura dedicata al sostegno umano e sociale dei soldati del battaglione. Le testimonianze diffuse dal Consiglio locale di Binyamina-Givat Ada la descrivono come una ragazza “dal grande cuore”, con forte sensibilità verso gli altri, senso dell’umorismo con una personalità spiccata. “Lasciava un segno speciale in chiunque la conoscesse” hanno scritto le autorità locali.
L’attacco è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, quando Hezbollah ha lanciato simultaneamente tre droni esplosivi contro l’area di Shomera e una vicina postazione militare. Secondo l’Idf, il primo drone è esploso all’interno della base, provocando un incendio. Poco dopo sono stati lanciati altri due droni carichi di esplosivo.
Nel tentativo di raggiungere un rifugio protetto, il sergente Yanai è stata colpita dall’esplosione di uno dei droni proprio mentre entrava nell’edificio. Nell’attacco sono rimasti feriti altri cinque soldati israeliani. Tra i feriti figurano due riservisti, trasportati all’ospedale di Nahariya in condizioni definite moderate e gravi. Gli altri tre soldati hanno riportato ferite lievi e non hanno avuto bisogno di ulteriori cure ospedaliere.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia di Rotem Yanai in una dichiarazione ufficiale: “A nome di tutti i cittadini di Israele, esprimiamo il nostro dolore alla famiglia di Rotem e preghiamo per la pronta guarigione dei feriti in questo tragico incidente”.














