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    EUROPA

    Israele secondo all’Eurovision 2026, vince la bulgara DARA

    Noam Bettan ha conquistato il secondo posto all’Eurovision Song Contest 2026, andato in scena sabato sera a Vienna alla sua settantesima edizione. Con 343 punti totali (123 dalle giurie nazionali, 220 dal televoto), il cantante israeliano ha ceduto la vetta soltanto alla bulgara DARA, vincitrice a sorpresa con “Bangaranga” (516 punti, di cui 312 dal pubblico), il primo successo nella storia dell’Eurovision per la Bulgaria. Terza classificata, altra sorpresa della serata, la rumena Alexandra Căpitănescu con “Choke Me”, seconda nel televoto. La previsione dei bookmaker, che indicavano Finlandia, Australia o Grecia come favorite, è stata largamente smentita.
    Bettan ha portato sul palco “Michelle”, brano in francese, ebraico e inglese firmato insieme a Yuval Raphael (che nel 2025 aveva rappresentato Israele), Tzlil Klifi e Nadav Aharoni. Cinque ballerine e un diamante rotante al centro del palco hanno incorniciato una performance definita dagli osservatori tecnicamente ineccepibile: canto, coreografia e scenografia coesi in un numero che rientrava pienamente nello spirito dello show. Il brano segna un cambio di registro rispetto alle edizioni precedenti: “Hurricane” di Eden Golan (2024) e “New Day Will Rise” di Raphael (2025) evocavano direttamente il massacro del 7 ottobre; “Michelle” è quasi una dichiarazione che la vita normale prosegue in Israele anche in tempo di guerra.
    Bettan, 28 anni, figlio di immigrati francesi, cresciuto a Ra’anana, ha otto anni di esperienza come performer. Prima dell’esibizione, Gal Gadot gli ha inviato un messaggio video: “Non lasciare che i fischi ti turbino. Non hanno nessun potere su di te”. Il cantante aveva dichiarato di essersi allenato sul palco con registrazioni di fischi per abituarsi alla pressione. Sul palco ha salutato il pubblico con “Thank you Europe, toda raba. Am Yisrael Chai”.
    “Non avremmo potuto sperare in un risultato migliore”, ha affermato l’artista israeliano a risultati comunicati. “Ho cantato con gioia, con il sorriso sul viso. Spero di aver regalato agli israeliani un momento di speranza”. Il presidente Isaac Herzog ha chiamato Noam Bettan dopo l’annuncio dei risultati. “Ci hai commossi. Sei semplicemente meraviglioso. La performance era perfetta, e hai portato onore al popolo di Israele. La tua compostezza e la tua calma sul palco: grande lavoro”. Herzog ha aggiunto che in questo “periodo complesso” per il paese, Bettan “ha contribuito enormemente alla buona reputazione dello Stato di Israele nel mondo”, che ha risposto al presidente ricordando “quanto sforzo hai investito perché questo Eurovision potesse avvenire” e ringraziandolo: “Hai dato al popolo israeliano tanta speranza, e a me personalmente una grande e significativa opportunità”. Anche il primo ministro Benjamin Netanyahu si è congratulato in una nota: “Noam, sei un motivo di orgoglio per Israele. Il secondo posto, per il secondo anno consecutivo, è una fonte immensa di orgoglio”.
    Durante le prove del sabato, i fischi in sala erano stati, secondo Bettan, “i più forti che abbia mai sentito”. In semifinale, un attivista era stato espulso dalla security dopo aver urlato “Stop the genocide” mentre il cantante saliva sul palco. Nella finale, nessun coro anti-israeliano è stato udito nella trasmissione in diretta, ma una parte del pubblico ha fischiato quando è stato annunciato l’alto punteggio nel televoto per Israele.
    In città, sabato pomeriggio, si è svolta nei pressi del palazzetto una manifestazione anti-israeliana organizzata con lo slogan “No Stage for Genocide”, a cui ha partecipato anche il musicista Roger Waters. I presenti erano poche centinaia, assai meno delle migliaia attese dagli organizzatori. Una protesta analoga martedì aveva radunato una manciata di attivisti. A controbilanciare, tra i sostenitori pubblici di Bettan c’era Boy George, frontman dei Culture Club, presente all’Eurovision come parte dell’atto di San Marino, che ha posato con lui per alcune fotografie.

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