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    ISRAELE

    Il ricordo del massacro a mille giorni dal 7 ottobre

    Israele ha commemorato oggi i mille giorni dal massacro del 7 ottobre 2023 con cerimonie, manifestazioni e iniziative di memoria in tutto il Paese. Accanto al ricordo delle vittime, la giornata è stata caratterizzata da una forte richiesta di accertare le responsabilità politiche e militari che hanno preceduto e accompagnato uno degli eventi più drammatici della storia israeliana recente. Alle 10 del mattino, nella Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attacco e di quanti hanno perso la vita nei successivi mesi di guerra. Successivamente è stato proiettato un filmato di otto minuti nel quale sopravvissuti agli assalti contro le comunità del sud di Israele e al festival musicale Nova hanno ricostruito, minuto dopo minuto, gli eventi di quella mattina.
    Nel corso della giornata è stata inaugurata presso la Biblioteca Beit Ariela di Tel Aviv la mostra “1,000 Memories”, che raccoglie decine di oggetti personali appartenuti alle vittime civili, ai soldati caduti e alle persone coinvolte negli eventi del 7 ottobre. Tra gli oggetti esposti figurano effetti personali provenienti dalle comunità colpite e testimonianze materiali destinate a preservare la memoria dell’attacco. Parallelamente si sono svolte manifestazioni in diverse città israeliane, tra cui Gerusalemme e Tel Aviv, oltre che in numerosi snodi stradali del Paese. I partecipanti hanno esposto cartelli e installazioni simboliche per ricordare le vittime e denunciare quello che definiscono il fallimento delle istituzioni nel prevenire l’attacco e nel gestire le sue conseguenze.
    Al centro delle proteste vi è stata soprattutto la richiesta di istituire una commissione statale d’inchiesta indipendente, considerata dai promotori lo strumento più autorevole per fare piena luce sulle responsabilità emerse prima, durante e dopo il 7 ottobre. Particolarmente significative sono state le testimonianze dei parenti delle vittime del massacro del festival Nova e delle comunità del sud di Israele. Molti hanno raccontato di non essere riusciti ad avviare un vero percorso di elaborazione del lutto. Le commemorazioni hanno così assunto un duplice significato: da un lato il ricordo delle vittime e delle comunità colpite, dall’altro la richiesta di verità e responsabilità su quanto accaduto.

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