
La Giornata Europea della Cultura Ebraica a Roma si è chiusa nel segno di un amore raccontato attraverso linguaggi diversi: la letteratura, l’arte, la musica, la tradizione, la casa e le relazioni. Dopo gli incontri della mattina ai Giardini del Tempio Maggiore, il programma del pomeriggio ha ampliato il percorso dedicato al tema scelto per l’edizione 2026, offrendo al pubblico nuovi momenti di confronto e partecipazione.
Ad aprire il programma pomeridiano, ai Giardini del Tempio Maggiore, è stato l’incontro “Amore per la terra. Tra arte e letteratura”, con Roberta Ascarelli, Laura Quercioli Mincer e Ilana Efrati, moderato da Giorgia Calò. Un dialogo che ha intrecciato il rapporto con Israele, la memoria, la lingua, la natura e la creatività, partendo anche dallo sguardo di Isaac Bashevis Singer e dal suo Viaggio in Israele.
Al Museo Ebraico di Roma, invece, è stata la musica a raccontare un altro volto dell’amore con “AmoR / RomA”, il concerto di Shakèd Bar, Claudio Di Segni e Salvatore Carchiolo, in collaborazione con Enea Barock Orchestra. Un viaggio nella musica vocale romana tra Sei e Settecento, alla riscoperta di un patrimonio che continua a parlare al presente.
Alla Libreria Ebraica Kiryat Sefer, l’incontro con Yarona Pinhas e il suo Amare dall’inizio ha portato il tema della giornata nella dimensione più intima: quella della casa, delle relazioni e della possibilità di ricominciare. Partendo dalle bandiere delle tribù di Israele, dagli stendardi che ne rappresentavano l’identità, Yarona ha posto una domanda semplice e potente: quale dovrebbe essere la bandiera della nostra casa?
Non un amore ideale, senza conflitti o ferite, ma un amore che proprio nelle difficoltà chiede di essere custodito. Tenere uniti, prendersi cura della propria casa, lavorare sulle relazioni: questo, secondo Pinhas, è il principio da non perdere di vista. Perché, nonostante le divisioni, i litigi e le ferite, tante volte è possibile ricominciare dall’inizio.
Il filo della giornata, del resto, era stato tracciato già dalla mattina, con gli appuntamenti dedicati all’“Amore verso D-o” e all’“Amore per la scienza”, che avevano aperto ai Giardini del Tempio Maggiore il programma romano della manifestazione. Incontri diversi, ma accomunati dalla volontà di raccontare l’amore non come formula astratta, bensì come responsabilità, conoscenza, relazione e impegno.
A completare il programma romano, anche la visita alla mostra “Difendere e diffondere la cultura nostra”, ospitata presso la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi”, dedicata alla storia della Federazione delle Associazioni Culturali Ebraiche, al suo archivio e alla Biblioteca stessa.
La giornata romana si è inserita nel più ampio programma nazionale della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, promossa in Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dedicata quest’anno al tema “Amore”, con Bologna città capofila e iniziative in numerose località italiane.
A Roma, quel tema ha preso forma in una pluralità di percorsi: amore per D-o, per la terra, per la conoscenza, per la musica, per la casa, per sé stessi e per gli altri. Una giornata di porte aperte, incontri e partecipazione, che ha ricordato come la cultura ebraica non sia soltanto memoria da custodire, ma anche linguaggio vivo con cui continuare a interrogare il presente.













