
“Ho paura”, “Voglio i miei genitori”. Per un bambino ricoverato in ospedale che non riesce a parlare, esprimere anche i bisogni più urgenti può diventare estremamente difficile. Per rispondere a questa esigenza, il Clalit-Schneider Children’s Medical Center, in Israele, ha introdotto un sistema basato sull’intelligenza artificiale che consente di creare in meno di cinque minuti tavole di comunicazione personalizzate, trasformando immagini e simboli in uno strumento per dare voce ai piccoli pazienti. A riportare la notizia è il Jerusalem Post.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Code for Israel, nasce da un’esigenza concreta individuata dal servizio di logopedia dell’ospedale: permettere ai bambini di comunicare con medici o familiari anche quando la malattia o le cure impediscono loro di utilizzare la voce.
Le tavole vengono personalizzate in base alle caratteristiche e alle necessità di ciascun bambino, tenendo conto dell’età, della lingua, del genere e del contesto clinico. Attraverso immagini e simboli, i piccoli pazienti possono indicare dove sentono dolore, esprimere le proprie emozioni, porre domande e manifestare desideri. In questo modo, possono partecipare più attivamente al percorso di cura e recuperare, anche nelle situazioni più difficili, una possibilità di scelta e di autonomia.
La principale novità riguarda i tempi di realizzazione. In precedenza, preparare manualmente una singola tavola poteva richiedere anche diverse ore, limitando il numero di bambini ai quali era possibile offrire un supporto personalizzato. Grazie alla nuova piattaforma, gran parte del lavoro preparatorio viene automatizzata e le schede possono essere generate e stampate in meno di cinque minuti. Il sistema consente inoltre ai professionisti di aggiornare i materiali, condividerli con i colleghi e archiviare quelli già realizzati, così da poterli riutilizzare quando necessario.
“Quando un bambino non riesce a parlare, non perde soltanto la voce, ma anche la capacità di esprimere il proprio dolore, la propria paura o semplicemente il desiderio di stare con i genitori”, ha spiegato la dottoressa Oshrat Sella Weiss, responsabile del servizio di logopedia del Clalit-Schneider Children’s Medical Center – L’obiettivo centrale è restituire ai bambini la possibilità di comunicare, esprimersi e partecipare attivamente alle cure”.
Idan Roll, Ceo di Code for Israel, già membro del parlamento israeliano ed ex viceministro degli Esteri, ha descritto il progetto come un esempio di come “la tecnologia possa fungere da moltiplicatore di forze per i servizi pubblici che devono affrontare sfide complesse”. Come riportato dal sito J.Ca, Roll ha inoltre sottolineato: “Mettendo in relazione i bisogni individuati sul campo con le capacità e le competenze della comunità high-tech israeliana, possiamo sviluppare soluzioni che supportino i professionisti e li aiutino ad affrontare al meglio le sfide che si presentano”.
Foto Dott.ssa Oshrat Sella Weiss con una piccola paziente. Credit: Clalit-Schneider Spokesperson












