
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato i giovani rimasti feriti nell’esplosione avvenuta nel nord di Israele durante una gita scolastica. Il bilancio della tragedia è di un ragazzo di 14 anni morto e 24 persone ferite. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un ordigno inesploso, preliminarmente identificato come una munizione a grappolo attribuita a Hezbollah. Netanyahu si è recato all’ospedale Rambam di Haifa insieme al ministro dell’Istruzione Yoav Kisch, per incontrare i feriti e le loro famiglie. Durante la visita, il premier ha ascoltato il racconto di Eitan Masouri, uno degli studenti coinvolti nell’incidente, rimasto ferito al collo da alcune schegge.
“Mi sono reso conto di essere ferito; ho visto che un amico era ferito e ho cercato di aiutarlo”, ha raccontato il ragazzo, ricostruendo i momenti immediatamente successivi all’esplosione. Secondo la sua testimonianza, uno degli studenti avrebbe maneggiato l’ordigno prima che questo esplodesse, scaraventando all’indietro i ragazzi presenti. Il giovane ha ricordato lo shock iniziale e la consapevolezza di stare perdendo sangue a causa della ferita al collo. Le prime verifiche condotte dalle autorità israeliane indicano che uno degli studenti potrebbe aver raccolto la munizione inesplosa e averla riposta nello zaino. L’ordigno sarebbe poi detonato, provocando la morte di un ragazzo e il ferimento degli altri partecipanti all’escursione. L’incidente ha coinvolto gli studenti dell’ORT Ma’alot Yeshiva High School durante un’uscita scolastica nella regione settentrionale del Paese, in un’area prossima al confine con il Libano.
La dinamica esatta dell’accaduto resta oggetto di accertamenti. L’ipotesi preliminare è che si trattasse di una munizione inesplosa riconducibile a Hezbollah, ma le indagini dovranno chiarire le circostanze precise della detonazione. Dopo l’esplosione, il ministero israeliano dell’Istruzione ha annunciato che le gite scolastiche e le altre attività di gruppo nelle aree vicine al confine con il Libano saranno deviate verso percorsi alternativi per le giornate di martedì e mercoledì. Le autorità hanno inoltre ribadito le raccomandazioni di sicurezza relative alla presenza di munizioni inesplose, un pericolo persistente nelle zone interessate dalle operazioni militari e dagli scontri degli ultimi anni.
Netanyahu ha incaricato il comandante del Comando del Fronte interno delle Forze di difesa israeliane di rafforzare gli avvisi rivolti alla popolazione e di organizzare ricerche approfondite per individuare eventuali altri ordigni presenti sul territorio. Il premier ha inoltre richiamato l’assoluto divieto di toccare munizioni inesplose o oggetti sospetti. La morte del ragazzo ha suscitato reazioni ai vertici dello Stato. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha definito l’accaduto una tragedia sconvolgente, sottolineando il dolore per la perdita di un giovane che era partito per una giornata di attività con i compagni senza poter fare ritorno a casa. Anche il ministro della Difesa Israel Katz ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e ai feriti, ringraziando il personale impegnato nelle operazioni di soccorso e nelle cure ospedaliere.
L’incidente solleva inoltre interrogativi sulle procedure di sicurezza adottate per le escursioni nelle aree considerate potenzialmente pericolose. Il ministro dell’Istruzione Kisch ha dichiarato che il percorso della gita era stato autorizzato, nonostante nelle indicazioni preliminari fosse presente un richiamo alla cautela per la possibile presenza di munizioni inesplose. Un elemento che rende ancora più urgente chiarire quali misure fossero state predisposte prima della partenza e se fossero sufficienti a garantire la sicurezza degli studenti. Mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’esplosione, le autorità israeliane sono chiamate a rafforzare la prevenzione in un territorio nel quale le conseguenze del conflitto continuano a rappresentare una minaccia concreta anche lontano dai combattimenti.
(photo credit: Prime Minister’s Office)













