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    ISRAELE

    Turismo, Gerusalemme batte Tel Aviv nella percezione dei viaggiatori

    Quando si parla di mare, vita notturna, divertimento e buona cucina in Israele, il pensiero dei turisti va quasi sempre a Tel Aviv. Quest’anno, però, la sorpresa arriva da una nuova classifica pubblicata da Yanolja Research, in collaborazione con la Purdue University e la Kyung Hee University, che vede Gerusalemme superare Tel Aviv tra le destinazioni israeliane più apprezzate dai viaggiatori.

    L’indice è stato elaborato analizzando le conversazioni sui social media in oltre 14 lingue, utilizzando i dati di Brandwatch. Lo studio non misura il successo di una destinazione in base a indicatori statistici tradizionali, come il numero di arrivi in una città o la qualità delle infrastrutture, ma cerca di capire quale immagine le città trasmettano ai viaggiatori, quanto siano apprezzate e quale impressione lascino a chi le ha visitate.

    Yanolja Research, istituto di ricerca sudcoreano specializzato nel settore dei viaggi e del turismo, analizza le tendenze del mercato globale, pubblica rapporti periodici e collabora con università e centri di ricerca. Alla base della ricerca ci sono domande semplici ma significative: perché viaggiano le persone e dove decidono di andare?

    L’approccio è quindi innovativo perché valuta l’attrattiva di una località dal punto di vista dei consumatori, privilegiando l’esperienza percepita dai viaggiatori rispetto ai tradizionali indicatori quantitativi.

    In cima alla graduatoria si classificano New York, Parigi e Osaka. Roma è settima, Milano trentatreesima, mentre Gerusalemme si colloca al quarantottesimo posto, precedendo Venezia e Denver.

    A fare la differenza per Gerusalemme è soprattutto il suo straordinario patrimonio storico e culturale, che le ha permesso di conquistare il decimo posto al mondo in queste categorie. Un dato che conferma il fascino della città sui visitatori.

    Più difficile, invece, la situazione per Tel Aviv, che ha perso punti, collocandosi al 195° posto su 200 nella categoria che misura la percezione complessiva dei visitatori, valutando quanto una destinazione sia ritenuta positiva, memorabile e meritevole di essere raccomandata.

    «Le città più competitive a livello globale nel turismo non sono necessariamente quelle che attraggono più visitatori, ma quelle capaci di trasformare la propria notorietà internazionale in esperienze significative e memorabili», osserva il professor Soo Cheang Jang, direttore di Yanolja Research.

    Il turismo in Israele continua comunque a risentire pesantemente delle conseguenze della guerra e non ha ancora recuperato i livelli precedenti al conflitto. Secondo il Ministero del Turismo israeliano, nel 2025 il Paese ha accolto circa 1,3 milioni di turisti, un dato non trascurabile dato il contesto, ma ancora inferiore rispetto ai 4,5 milioni registrati nel 2019.

    Un segnale incoraggiante arriva poi dallo stesso Ministero: un recente sondaggio rivela che circa l’83% dei visitatori consiglierebbe Israele come destinazione di viaggio.

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