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    Cultura

    “Modernità e Opulenza. Le donne della Wiener Werkstätte”

    La grande mostra al Jewish Museum di New York

    Il Jewish Museum di New York presenta una grande mostra interdisciplinare dedicata al patrimonio artistico e culturale delle donne della Wiener Werkstätte, Officine Viennesi. Aperta fino al 15 novembre 2026 e realizzata in collaborazione con il MAK, Museum of Applied Arts di Vienna, “Modernità e Opulenza. Le donne della Wiener Werkstätte” mette in evidenza il ruolo centrale, ma a lungo sottovalutato, svolto dalle donne nelle attività della celebre manifattura artistica, soffermandosi in particolare sulle numerose donne ebree che vi operarono come designer e artiste, nonché su coloro che ne sostennero il lavoro in qualità di mecenati.

    Attraverso una ricca selezione di opere che spaziano dalla moda alla ceramica, dalla grafica alle arti decorative fino alla pittura, la mostra rivela l’ampiezza e la profondità del contributo di queste donne e i modi, spesso poco noti, in cui esse contribuirono a definire il linguaggio del design modernista attraverso la piattaforma della Wiener Werkstätte.

    Attiva dal 1903 al 1932, la Wiener Werkstätte fu fondata dall’architetto Josef Hoffmann, dall’artista Koloman Moser e dall’industriale e collezionista Fritz Waerndorfer come collettivo multidisciplinare e impresa commerciale, ispirata all’ideale della Gesamtkunstwerk, opera d’arte totale, che concepiva la sintesi tra arte e vita come condizione essenziale della modernità. La nascita della Werkstätte che progettava, produceva e commercializzava oggetti di alta qualità, coincise con il progressivo ampliamento delle opportunità economiche per le donne nella Vienna di quel periodo.

    “Modernità e Opulenza” presenta i risultati delle più recenti ricerche, che hanno identificato come ebree per religione, origine o famiglia circa un quarto delle quasi 200 artiste note per aver collaborato con la Wiener Werkstätte. La mostra rappresenta la prima indagine approfondita dedicata alle donne ebree, artiste e mecenati, che contribuirono a definire le idee e l’estetica del modernismo della Wiener Werkstätte.

    «Questa mostra riunisce arte, design, moda e storia ebraica per mettere in luce il ruolo fondamentale che le donne ebree hanno svolto nella costruzione della modernità, sia come creatrici visionarie sia come influenti mecenati», ha dichiarato James S. Snyder, Direttore Helen Goldsmith Menschel del Jewish Museum. «Proseguendo la lunga tradizione del Museo di proporre mostre sul design capaci di mettere in discussione le narrazioni storico-artistiche convenzionali, questa esposizione riflette il nostro impegno nel valorizzare le tradizioni artistiche ebraiche in una prospettiva di dialogo con le culture del mondo».

    Kristina Parsons, Assistant Curator del Leon Levy, ha aggiunto: «La Wiener Werkstätte è spesso celebrata per il suo ruolo nella definizione del modernismo, ma questi racconti hanno mantenuto un rapporto complesso con temi quali il genere, l’artigianato e l’ornamento, trascurando una visione più completa della sua produzione. Riunendo una straordinaria selezione di opere realizzate da donne ebree per la Werkstätte, questa mostra mette in risalto la loro creatività, ambizione e influenza, invitando il pubblico a riscoprire un gruppo di artiste che fece della decorazione una delle espressioni più significative della modernità».

    Con oltre 200 opere realizzate da circa 30 artiste ebree, la mostra è organizzata per temi e mette in evidenza la straordinaria varietà e l’elevata qualità tecnica della produzione femminile della Wiener Werkstätte nei diversi ambiti artistici. Un’attenzione particolare è dedicata a Vally Wieselthier e Felice Rix-Ueno, le cui prolifiche opere rispettivamente nel campo della ceramica e del design tessile hanno lasciato un’impronta duratura nelle rispettive discipline. La mostra offre inoltre l’opportunità di riscoprire artiste oggi meno conosciute e di valutarne il ruolo nella storia dell’arte e del design.

    Una sezione dedicata alla moda della Werkstätte illustra l’affinità del collettivo con le idee progressiste della riforma del costume e con i primi ideali femministi, in un periodo in cui le donne rivendicavano un maggiore accesso all’istruzione, all’autonomia economica e al suffragio universale. L’ampia varietà di tessuti stampati a blocchi e di modelli di abbigliamento testimonia il successo commerciale di questo settore della Werkstätte. Opere d’arte e materiali d’epoca, tra cui un dipinto di Wilhelm List e alcune cartoline di Rosh Hashanah provenienti dalla collezione del Jewish Museum e decorate con motivi della Werkstätte, illustrano l’ampia diffusione di questi disegni tessili.

    Foto copertina:

    Printer: Brüder Kohn, Publisher: likely
    Lehrlingsheim Zukunft, Designer: Carl Otto
    Czeschka, Workshop: Wiener Werkstätte, New Year Greeting, c. 1910–11. Lithograph on paper, 3 1/2 × 5 1/2 in. (8.9 × 14 cm).
    The Jewish
    Museum, New York. Purchase: Traditional
    Judaica Acquisitions Committee Fund, 2006-5

    Foto 1:

    Printer: Brüder Kohn, Publisher: likely
    Lehrlingsheim Zukunft, Designer: Martha Alber,
    Workshop: Wiener Werkstätte, New Year Greeting, c. 1910–11. Lithograph on paper, 3 1/2 × 5 1/2 in. (8.9 × 14 cm).
    The Jewish Museum,
    New York. Purchase: Traditional Judaica
    Acquisitions Committee Fund, 2006-3

    Foto 2:

    Alice Fischer and Mea Angerer, Poster for Kunstschau 1927, 1927.
    Lithograph on paper, 26 × 13 3/16 (66 × 33.5 cm). MAK – Museum of
    Applied Arts, Vienna, PI 33. Photo: MAK / Christian Mendez

    Foto 3:

    Vally Wieselthier, Insert for curtain panel, designed 1919; made 1922. Linen bobbin lace, 79/16 × 7 9/16 in. (19.2 × 19.2 cm).
    Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, New York.
    Museum purchase from General Acquisitions
    Endowment Fund, 2018-4-1-3. Photo: Smithsonian Institution

    Foto 4:

    Vally Wieselthier, Girl’s Head with Blue Outlined Eyes, 1928, Wiener Werkstätte model number
    Red pottery, polychrome glaze, height: 9 5/8 (24.5 cm).
    © Galerie bei der Albertina Zetter

     

     

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