
La Svizzera fa i conti con la propria storia più controversa. Il Servizio federale di intelligence (NDB) ha annunciato che renderà accessibile il dossier segreto su Josef Mengele conservato negli Archivi federali svizzeri.
Mengele, il medico nazista soprannominato “l’Angelo della Morte” di Auschwitz, condusse terribili esperimenti sui prigionieri, in particolare gemelli e persone con disabilità, e riuscì a sfuggire alla giustizia per decenni fino alla sua morte in Brasile nel 1979.
Sebbene il suo legame con la Svizzera sia sempre stato considerato marginale, alcuni storici sospettano che possa aver soggiornato nel Paese anche dopo l’emissione del mandato internazionale di arresto. Lo storico Gerard Wettstein ha chiesto l’accesso agli archivi per verificare possibili presenze a Zurigo ed eventuali omissioni da parte delle autorità svizzere.
Il dossier era finora segreto fino al 2071, una scelta criticata perché avrebbe alimentato sospetti e teorie del complotto. Dopo nuove revisioni e pressioni legali, l’NDB ha deciso di riesaminare il caso. Alcuni storici ritengono che i documenti contengano più informazioni su servizi segreti stranieri e informatori che su Mengele stesso, mentre resta il timore di una pubblicazione fortemente censurata.
“Per i sopravvissuti di Auschwitz, Josef Mengele resta un nome che congela il sangue e riapre ferite profonde. Il fatto che sia riuscito a sfuggire alla giustizia e a vivere per anni indisturbato, probabilmente anche in Svizzera, continua a indignare. L’apertura dei fascicoli è quindi un segnale importante di verità e giustizia”, ha affermato Christoph Heubner, vicepresidente esecutivo del Comitato Internazionale di Auschwitz.















