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    ROMA EBRAICA

    Sposarsi due volte. La storia di Olga Piperno, Roma, 1916

    C’è chi nella vita ha il coraggio di ricominciare. E Olga Piperno fu esattamente quel tipo di donna. Nata a Roma il 12 agosto 1893 da Graziano e Rosa Funaro, Olga era una ragazza che sapeva come entrare in una stanza: modi eleganti, gentilezza naturale, un portamento che la faceva notare. A ventitré anni incontrò Alberto (Abramo) Caviglia, se ne innamorò, e i due si sposarono. Una storia bella, intensa — di quelle che sembrano destinate a durare per sempre. Ma la vita, si sa, non sempre segue il copione che vorremmo. Alberto morì il 21 marzo 1919, appena tre anni dopo le nozze. Olga si ritrovò sola, giovane, con un dolore enorme da portare.

    Chi ha vissuto una perdita del genere sa che non esistono parole abbastanza grandi per descriverla. Eppure, Olga non si arrese. Dopo anni di vedovanza, trovò la forza di aprire di nuovo il cuore: incontrò Angelo Di Nepi, lo sposò, e insieme costruirono una famiglia. Da quella unione nacquero due figli.

    Risposarsi dopo aver perso un marito non è una scelta semplice. C’è il peso del ricordo, la paura di un nuovo dolore, il giudizio degli altri. Ma Olga scelse la vita — con tutto quello che comporta.

    Ci ha lasciati a Roma il 26 dicembre 1969, dopo aver cresciuto i suoi due ragazzi e aver dimostrato, con i fatti, che ricominciare non significa dimenticare. Significa, semplicemente, avere coraggio.

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