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    ROMA EBRAICA

    I colpi del boxeur. Gianni Di Segni, Roma, 1950

    La maggior parte delle persone, quando pensa a un pugile ebreo che visse nel periodo delle leggi razziali e fu vittima della Shoah, il primo nome che viene in mente è Lazzaro Efrati, detto anche “Bucefalo”, deportato e ucciso nel campo di sterminio.

    Vi sono però altri boxer ebrei che ebbero una vita meno sventurata della sua e che, al contrario, fecero carriera e divennero persino attori. Uno di questi fu Giacomo (Gianni) Di Segni (Roma, 30 novembre 1919 – Roma, 7 marzo 1986), figlio di Salomone Di Segni e Regina Di Porto. Abitò per molti anni a Vicolo Costaguti, nel cuore di quello che fu il ghetto ebraico.

    Giacomo Di Segni fu un pugile che vinse molte medaglie. Vinse nella categoria medio-massimi a Vigevano, Milano e Firenze. Come peso massimo, nel 1951 vinse il campionato a Bologna.

    Oltre allo sport, Gianni Di Segni fu valoroso anche come partigiano durante la guerra e fu caratterista in molti film, tra i quali “L’oro di Roma” del 1961.

    FONTI

    Angelo Piperno, Come eravamo per capire chi siamo, Sabbadini Grafiche Roma, 1999

    Dati anagrafici Archivio Storico “Giancarlo Spizzichino” della Comunità Ebraica di Roma

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