
Una testimonianza di oltre tremila anni fa torna a essere accessibile ai visitatori. La fortezza di Gal’on, situata nella foresta di Guvrin, nella regione della Sefela, a circa 40 minuti a sud di Gerusalemme, è stata oggetto di un importante intervento di conservazione e riqualificazione che ne permette oggi una migliore fruizione pubblica. I lavori, promossi dal KKL-JNF e dall’Autorità israeliana per le antichità, hanno richiesto un investimento di circa 400.000 shekel e hanno interessato sia la struttura archeologica sia le infrastrutture destinate ai visitatori. Il progetto ha previsto il consolidamento e la protezione dei resti della fortezza, la valorizzazione degli ambienti interni e l’integrazione dell’edificio nel paesaggio circostante, attraverso l’impiego di materiali conservativi compatibili con il carattere del sito.
Parallelamente, sono stati realizzati un nuovo accesso stradale, un parcheggio, un’area picnic e una nuova segnaletica. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, con posti auto dedicati e un percorso accessibile fino alla fortezza, per consentire a un pubblico più ampio di visitare l’area. La fortezza di Gal’on rappresenta una testimonianza significativa di una fase complessa della storia della regione. Le sue origini risalgono alla metà del XII secolo a.C., un periodo segnato da profondi cambiamenti politici e territoriali.
Secondo gli archeologi Saar Ganor e Itamar Weissbein, che hanno diretto gli scavi per conto dell’Autorità israeliana per le antichità, il sito offre uno spaccato della realtà geopolitica evocata nel Libro dei Giudici, quando Cananei, Israeliti e Filistei si contendevano il controllo del territorio. All’inizio del XII secolo a.C., la terra di Canaan era ancora sotto il dominio egiziano. In questo scenario si affacciarono nuovi protagonisti regionali, tra cui Israeliti e Filistei, dando origine a una serie di conflitti per il controllo delle aree strategiche. La posizione della fortezza appare particolarmente significativa: collocata in un punto dominante lungo la principale via di collegamento tra la pianura costiera e la Sefela, potrebbe essere stata costruita per rispondere alle nuove esigenze militari e politiche della regione. Gli studiosi ipotizzano che la sua edificazione possa essere stata promossa da autorità cananee o egiziane.
L’intervento di Gal’on si inserisce in una più ampia strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico israeliano. La collaborazione tra KKL-JNF e Autorità israeliana per le antichità ha permesso di integrare ricerca archeologica, conservazione e sviluppo delle infrastrutture, con l’obiettivo di preservare il sito nel tempo e renderlo fruibile al pubblico. “La conservazione dei siti del patrimonio della Terra d’Israele è parte del nostro legame con le radici e della responsabilità di trasmettere la storia di questa terra alle generazioni future”, ha dichiarato Eyal Ostrinsky, presidente del KKL-JNF. La fortezza, ha aggiunto, offre ai visitatori l’opportunità di conoscere direttamente una fase significativa della storia del Paese, in un contesto che unisce patrimonio storico, natura e attività all’aperto.
Sulla stessa linea Ami Shahar, vicedirettore generale per la conservazione dell’Autorità israeliana per le antichità, secondo cui il lavoro archeologico non si esaurisce con la scoperta dei reperti, ma comprende anche la loro protezione a lungo termine. Gal’on, ha sottolineato, è un esempio di collaborazione che accompagna il sito dagli scavi fino alla sua apertura al pubblico. La fortezza si trova nel cuore della foresta di Guvrin, un’area di circa 4.400 dunam, la cui piantumazione è iniziata nel 1963. Il paesaggio comprende conifere, alberi a foglia larga e vegetazione mediterranea, con fioriture stagionali che contribuiscono al valore naturalistico della zona.
La riapertura della fortezza rafforza così il legame tra tutela archeologica e valorizzazione ambientale, offrendo un luogo in cui la scoperta del passato si intreccia con l’esperienza del paesaggio. Con il completamento dei lavori, Gal’on si propone come una destinazione per chi desidera approfondire la storia dell’antica Canaan e conoscere le tracce materiali delle società che abitarono la regione più di tremila anni fa. Un patrimonio da conservare e trasmettere, reso oggi più accessibile grazie all’incontro tra archeologia, tutela e fruizione pubblica.













