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    ITALIA

    Eva Fischer, partigiana ebrea, e la tessera che l’ANPI non merita più

    Mia madre, Eva Fischer, era socio onorario dell’ANPI, per quanto aveva fatto assieme ai partigiani dopo il suo arrivo a Bologna, fino alla fine della guerra. Era poi diventata interprete della Brigata Palestinese (o Ebraica).

    Eva Fischer, 1993 – 50 anni dalla prima Deportazione degli Ebrei Romani

    Le recenti mosse del Presidente Nazionale dell’ANPI e di gran parte del Consiglio Nazionale mi hanno indotto a riflettere se consegnare la tessera onorifica ottenuta da Eva. Sono poi giunto a decidere che non era lei a dover rinunciare ad una testimonianza legata al suo passato, ma loro, in quanto solo eredi di chi aveva combattuto il nazifascismo e non partigiani di prima generazione.

    Le prese di posizione dell’ANPI, a loro dire legate alla salvaguardia dell’antifascismo, in realtà offendono, sono antistoriche e di fatto ricordano posizioni antisemite. Basterebbe ricordare che il più giovane partigiano d’Italia era Franco Cesana: italiano di religione ebraica che morì sull’Appennino tosco-emiliano, a soli 12 anni.

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