
Momenti di tensione al Portico d’Ottavia per la presenza dell’ANPI alla cerimonia di commemorazione dell’83esimo anniversario della deportazione degli ebrei romani del 16 ottobre 1943. Davanti alla lapide che ricorda il tragico evento sono state deposte le corone in ricordo dei 1.022 ebrei deportati ad Auschwitz, dei quali soltanto sedici fecero ritorno.
Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, che nei giorni scorsi aveva chiesto all’ANPI di non partecipare alla commemorazione del 16 ottobre, ha ribadito ai rappresentanti dell’Associazione la richiesta di lasciare la cerimonia. Così la delegazione ha lasciato la deposizione delle corone.
“Abbiamo chiesto all’ANPI di non presenziare oggi per una questione di rispetto. – ha affermato il Presidente Cer Fadlun – Abbiamo un profondo rispetto per la storia della lotta partigiana, che è la nostra storia. Ricordo che il 5% degli ebrei italiani ha combattuto nella Resistenza, quando la media nazionale è dieci volte inferiore. Siamo rimasti profondamente feriti nel vedere la Brigata ebraica cacciata dal corteo del 25 Aprile e siamo rimasti di nuovo profondamente feriti nel vedere la condiscendenza dell’ANPI nei confronti delle piazze pro-Pal”.

“Pensiamo che l’ANPI non debba assolvere al ruolo di partito politico, non debba fare politica, ma debba tornare al suo ruolo di preservare la memoria della lotta partigiana e della Resistenza” ha aggiunto Fadlun “Abbiamo pieno rispetto e siamo contro qualsiasi forma di violenza, anche soltanto verbale. Questa è una comunità pacifica, rispettosa. Ma oggi era una questione di pudore e di rispetto”, ha proseguito. “Penso che il 16 ottobre sia un lutto profondo della nostra comunità. Oggi qui sono presenti parenti diretti di coloro che sono stati deportati da questa piazza, oltre mille ebrei, e assassinati nei campi di sterminio ad Auschwitz. È un dolore profondo, non è storia: è un lutto ancora vivo nelle famiglie e quindi ci vogliono sensibilità e rispetto”.
All’iniziativa hanno partecipato le principali autorità civili e religiose: il Rabbino Capo Riccardo Di Segni, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma (Cer) Victor Fadlun, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) Livia Ottolenghi, il Vicepresidente vicario della Cer Alessandro Luzon, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’Assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli e il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone. Fra i presenti anche l’Onorevole Piero Fassino.
Il Presidente della Commissione Cultura Mollicone ha sottolineato l’importanza della vicinanza delle istituzioni in un momento che ha definito preoccupante. “Una ricorrenza drammatica che richiede presenza istituzionale, vicinanza soprattutto in giorni preoccupanti come questo, dove è tornato l’antisemitismo mascherato da antisionismo”, ha detto Mollicone, aggiungendo che il 7 ottobre viene visto come un momento di resistenza anziché per quello che è stato un “atto genocidiario”.















