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    ISRAELE

    AMDA: una serata a sostegno della Banca del Sangue in Israele

    Nuova iniziativa dell’associazione Amici Italiani del Magen David Adom (AMDA) a sostegno della Banca del Sangue nazionale israeliana, un’infrastruttura fondamentale per garantire assistenza sanitaria e salvare vite umane anche nelle situazioni di emergenza più estreme. La cena di gala che si è svolta presso il Centro Ebraico Pitigliani ha infatti rinnovato l’obiettivo di sostenere questo sforzo.
    Alla serata ha preso parte un ospite d’onore: la professoressa Eilat Shinar, che ha recentemente concluso il suo incarico come Direttrice dei Servizi Nazionali del Sangue di Magen David Adom (MDA) e come Vicedirettrice Generale di MDA. La professoressa Shinar ha illustrato il funzionamento della Banca del Sangue nazionale israeliana, ricordando l’importanza per il Magen David Adom di essere pronti a fronteggiare ogni tipo di emergenza, dai conflitti geopolitici ai disastri naturali, fino alle pandemie e agli attacchi informatici. «Noi sappiamo cosa fare, ma non avremmo potuto fare nulla senza il vostro aiuto e supporto», ha dichiarato, ringraziando i volontari che contribuiscono al progetto.
    «Il progetto della Banca del Sangue è unico al mondo. La struttura è stata obiettivo degli attacchi di Hamas e Hezbollah: per questo è stata realizzata la “capsula”, un edificio sotterraneo per proteggere le riserve di sangue che ospita anche la banca del latte materno», ha affermato il dottor Cesare Efrati, presidente della sezione di Roma di AMDA.
    «Possiamo vedere le ambulanze e le automediche, ma senza sangue alcuni interventi diventano inutili», ha sottolineato Gianemilio Stern, presidente nazionale di AMDA Italia, richiamando il ruolo decisivo delle attrezzature e delle risorse necessarie a sostenere la Banca del Sangue.
    Presente alla serata anche Victor Wintz, direttore del MDA per la Francia e l’Europa, che ha evidenziato lo spirito del Magen David Adom: «Quando una vita deve essere salvata, non entrano in gioco né la razza, né l’etnia, né la religione. C’è soltanto una vita da salvare. Questo è lo spirito del Magen David Adom».
    Alessandro Luzon, Vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma, ha ribadito il valore universale del MDA nel salvare vite: «Ogni vita salvata grazie alla Banca del Sangue rappresenta un mondo che viene salvato. È una responsabilità che abbiamo assunto nei confronti dell’intera umanità».
    Un messaggio condiviso dall’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che ha definito l’organizzazione «un simbolo di eccellenza straordinaria, al servizio non soltanto degli ebrei, ma di ogni persona», ricordando come dietro ogni tecnologia e ogni sistema avanzato ci siano persone che mettono le proprie competenze al servizio della vita.
    Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), ha inoltre evidenziato il valore universale della struttura sotterranea: «La capsula sotterranea è un progetto al servizio di tutti, una programmazione pensata per rispondere alle necessità di chiunque abbia bisogno».
    La banca del sangue del MDA rappresenta dunque un sistema che, grazie ai donatori e al sostegno internazionale, permette di intervenire tempestivamente nelle situazioni di emergenza e salvare vite, senza distinzioni di nazionalità, etnia o religione.

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