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    Cultura

    Lo splendore del sacro: da Praga a New York una grande mostra al Jewish Museum

    Il Jewish Museum di New York presenta fino al 7 febbraio 2027 la grande mostra “Sacred Splendor: Jewish Ritual Art and Christian Treasures from St. Vitus Cathedral in Prague”. Un’importante selezione di oltre 160 opere mette in dialogo l’arte sacra ebraica e cristiana dell’Europa medievale e della prima età moderna, facendo emergere sei secoli di storie complesse e profondamente interconnesse, riunendo reliquiari cristiani provenienti dalla Cattedrale di San Vito di Praga.

    La mostra indaga gli ambienti urbani e artistici condivisi e, al tempo stesso, i distinti sistemi rituali e teologici che hanno plasmato l’arte sacra dell’Europa centrale. Tra le opere più significative figurano oggetti medievali appartenuti a ebrei, raramente visibili, provenienti da tesori nascosti e sepolti durante periodi di persecuzione e rimasti celati per secoli. Sono inoltre esposte opere cerimoniali ebraiche provenienti dalla Boemia e dalle regioni germaniche, tra cui ornamenti della Torah, manufatti in metallo e manoscritti. Di notevole impatto è composizione dei Salmi, tehillim, realizzata nel 2018 dall’artista Edmund de Waal con ceramica, alabastro e foglia d’oro in un intenso dialogo con i frammenti di tesori medievali ebraici esposti in mostra, in cui il Libro dei Salmi è evocato come una composizione di «canti e poesie dell’esilio».

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    Nelle nuove gallerie dedicate alle collezioni del Museo, al terzo piano, sono presentate parallelamente due installazioni contemporanee che approfondiscono i temi di Sacred Splendor realizzate dalle artiste Hannah Altman e Afruz Amighi.

    «Sacred Splendor offre una monumentale testimonianza dello scambio culturale e dimostra come estetiche condivise abbiano definito l’arte sacra tanto delle comunità cristiane quanto di quelle ebraiche, dalla tarda antichità fino al XIX secolo», ha dichiarato James S. Snyder, Direttore dell’Helen Goldsmith Menschel. «Siamo entusiasti di presentare gli straordinari reliquiari della Cattedrale di San Vito insieme a rari tesori ebraici dello stesso periodo, riunendo in particolare, per la prima volta negli Stati Uniti, i tesori di Lingenfeld, Weissenfels e Środa Śląska. Se da un lato questi oggetti rappresentano esempi emblematici dell’arte rituale cristiana ed ebraica, dall’altro raccontano anche le esperienze di migrazione, assimilazione e resilienza vissute nel corso del tempo dalle comunità ebraiche e cristiane e nella diaspora globale».

    Allestimento Mostra: Kris Graves

    Il racconto della mostra ha come fulcro la città di Praga, capitale religiosa e politica, situata all’incrocio delle principali rotte commerciali dell’Europa centrale, che nel Medioevo divenne un importante centro per la produzione di arte sacra. Il re di Boemia Carlo IV trasformò la Cattedrale di San Vito in un magnifico capolavoro gotico e la arricchì di importanti reliquie, commissionando elaborati reliquiari destinati a custodirle. La comunità ebraica di Praga, già saldamente radicata nella città dopo esservisi insediata secoli prima, viveva a stretto contatto con i vicini cristiani, sviluppando parallelamente le proprie tradizioni rituali.

    «L’arte sacra dell’Europa centrale medievale e della prima età moderna nacque all’interno di un mondo urbano condiviso, plasmato dalle stesse rotte commerciali, dalle stesse città e, spesso, dalle stesse botteghe artistiche», ha affermato Abigail Rapoport, Curatore di Judaica del Jack, Joseph and Morton Mandel. «Sacred Splendor porta questo mondo in primo piano attraverso oggetti unici, illuminando la cultura visiva che li ha generati e le forme dell’arte rituale che ancora oggi contribuiscono a plasmare la vita religiosa».

    Allestimento Mostra: Kris Graves

    Organizzata secondo un criterio cronologico e tematico, la mostra evidenzia il modo in cui un ambiente architettonico condiviso influenzò gli sviluppi stilistici delle diverse fedi, producendo significative affinità visive tra gli oggetti sacri.

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