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    ITALIA

    Addio a Emma Bonino. CER: “Non dimenticheremo mai la sua vicinanza nel 1982”

    È venuta a mancare all’età di 78 anni la storica leader del Partito Radicale Emma Bonino. Nata nel 1948 a Bra, in provincia di Cuneo, è stata una delle figure più rilevanti della politica italiana negli ultimi decenni. Leader radicale, parlamentare, eurodeputata, commissaria europea e ministra degli Esteri, ha legato il proprio nome alle grandi battaglie civili del secondo Novecento.

    Emma Bonino era entrata giovanissima nella galassia radicale, diventando una delle protagoniste di una stagione politica segnata da campagne referendarie, mobilitazioni nonviolente e iniziative transnazionali. È stata eletta più volte alla Camera e al Parlamento europeo; tra il 1995 e il 1999 ha ricoperto l’incarico di commissaria europea. Nel 2006 è stata ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee nel governo Prodi, mentre nel 2013 ha assunto la guida del Ministero degli Esteri nel governo Letta.

    Il suo profilo pubblico è stato sempre segnato da una forte attenzione alla dimensione internazionale: Afghanistan, diritti umani, giustizia internazionale, Africa, Medio Oriente, libertà religiose e condizione femminile sono stati alcuni dei dossier su cui ha lavorato alacremente.

    Anche il rapporto con Israele e con il mondo ebraico è stato parte della sua traiettoria politica, pur sviluppandosi attraverso varie sfaccettature. Ha sostenuto alcune battaglie del Partito Radicale a favore di Israele, esprimendosi anche a favore della proposta di Marco Pannella di un suo ingresso nell’UE, ed è stata vicina alla Comunità ebraica romana dopo l’attentato che il 9 ottobre 1982 provocò la morte del piccolo Stefano Gaj Taché e il ferimento di 42 persone.

    Da ministra degli Esteri, nel 2013 incontrò il presidente della Knesset Yuli Edelstein, ribadendo l’impegno italiano contro l’antisemitismo e discutendo del rapporto tra Israele e Unione Europea, del processo di pace israelo-palestinese e del dossier nucleare iraniano. Negli anni, tuttavia, Bonino si è espressa anche criticamente nei confronti di alcune decisioni dei governi di Gerusalemme, ma rivendicando sempre una posizione “filoisraeliana”.

    Anche la Comunità Ebraica di Roma l’ha salutata con un post su X: “Shalom Emma Bonino: una grande e coraggiosa amica. Il suo legame profondo con la nostra comunità si è distinto nell’attentato alla Sinagoga dell’82, quando fu tra i primi a prendere una posizione netta di solidarietà. Non dimenticheremo mai la sua vicinanza. Baruch Dayan HaEmet”.
    “Con la scomparsa di Emma Bonino, l’Italia perde una delle sue voci più autorevoli, coraggiose e appassionate” ha sottolineato l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in una nota, sottolineando che “Emma Bonino, insieme a Marco Pannella, è stata protagonista di battaglie che hanno incrociato profondamente la storia e i valori dell’ebraismo italiano: la difesa delle libertà individuali, dei diritti delle minoranze, della libertà religiosa, della dignità della persona e del dialogo tra i popoli. In molte occasioni ha saputo essere un’amica sincera delle Comunità ebraiche e una voce chiara contro ogni forma di intolleranza e discriminazione e antisemitismo. La sua determinazione, la sua indipendenza di pensiero e la sua capacità di guardare sempre agli ultimi e a chi aveva meno voce lasciano un’eredità preziosa. Il ricordo del suo impegno e della sua amicizia resterà vivo nella memoria dell’ebraismo italiano”.

    Foto: “Keynote lecture II – Emma Bonino”
    di European University Institute /
    CC BY 2.0.
    (Immagine originale ridimensionata e ritagliata)

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