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    ISRAELE

    Israele, sostituiti sterno e costole con protesi in 3D su una donna con raro tumore

    Un intervento di ricostruzione di sterno e parte delle costole è stato eseguito dai chirurghi del Clalit-Beilinson Hospital in Israele su una giovane paziente colpita da un rarissimo tumore, utilizzando un impianto personalizzato realizzato con la stampa in 3D. È il primo intervento di questo genere nel Paese, tra i pochissimi al mondo.

    La paziente, una donna di circa vent’anni, Hadas, si era rivolta ai medici dopo la scoperta di una massa che stava erodendo lo sterno. In un primo momento si pensava si trattasse di un tumore benigno della cartilagine, ma gli approfondimenti diagnostici hanno rivelato una forma eccezionalmente rara di sarcoma: un tumore mesenchimale associato a un’alterazione del gene BRAF, descritto nella letteratura scientifica in appena una ventina di casi in tutto il mondo.

    Per eliminare completamente la neoplasia, l’équipe chirurgica ha dovuto asportare non solo l’intero sterno, ma anche parte delle costole ad esso collegate. “Lo sterno rappresenta il punto di ancoraggio dell’intera gabbia toracica”, ha spiegato il dottor Yury Peysakhovich, direttore dell’Unità di Chirurgia Toracica del Clalit-Beilinson Hospital. “Una ricostruzione non perfettamente precisa può compromettere sia la meccanica respiratoria sia la protezione di cuore e polmoni. Ogni respiro, colpo di tosse o movimento esercita un notevole stress su quest’area, rendendo questo tipo di intervento tra i più complessi della chirurgia toracica”.

    Per la ricostruzione i medici hanno escluso le soluzioni tradizionali, come reti sintetiche, placche in titanio o cemento osseo, scegliendo invece una protesi completamente personalizzata e progettata sulla base dell’anatomia della paziente mediante tecnologie di stampa 3D.

    L’impianto è stato realizzato in PEKK (polietere chetone chetone), un polimero ad alte prestazioni rinforzato con fibre di carbonio. Secondo il dottor Israel Weiss, responsabile dell’Ortopedia Oncologica dell’ospedale, questo materiale offre una combinazione di resistenza e flessibilità molto simile a quella dell’osso naturale, una caratteristica fondamentale per una struttura sottoposta ai continui movimenti della respirazione. Inoltre, può favorire la progressiva integrazione dei tessuti circostanti.

    Dopo la rimozione del tessuto osseo malato, i chirurghi hanno impiantato la protesi attraverso un’incisione praticata sotto il seno, una scelta studiata per ridurre al minimo le cicatrici visibili e garantire un migliore risultato estetico.

    Hadas è già stata dimessa e sta proseguendo la convalescenza a casa.

    “I casi più rari richiedono soluzioni creative. – ha concluso Peysakhovich – La combinazione tra la tecnologia della stampa 3D e la stretta collaborazione tra diverse specialità chirurgiche ci ha permesso di offrire alla paziente una soluzione che fino a pochi anni fa semplicemente non esisteva”.

    Foto Credit: Clalit

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