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    ISRAELE

    Ophir Awards 2026: record di nomination per ‘Tell Me Everything’ di Rosenthal

    È ‘Tell Me Everything’ di Moshe Rosenthal il protagonista degli Ophir Awards 2026. Il film ha ottenuto 16 candidature, il numero più alto mai assegnato ad un’opera nella storia dei premi dell’Accademia israeliana di cinema e televisione.

    Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival, il film è stato successivamente proiettato al Jerusalem Film Festival.  Ambientato tra il 1987 e la metà degli anni Novanta, il racconto segue Boaz, che poco prima del bar mitzvah scopre un segreto sconvolgente sul padre. Anni dopo intraprende un viaggio per ritrovarlo e fare finalmente i conti con un passato mai risolto. Oltre alla candidatura come miglior film, ‘Tell Me Everything’ concorre per la miglior regia e la miglior sceneggiatura con Rosenthal e ottiene numerose nomination anche per il cast, tra cui Assi Cohen, Keren Tzur, Yair Mazor, Mor Dimri, Neta Orbach e Ido Tako.

    Seguono con 12 candidature ciascuno ‘Our Loves’ di Avi Nesher e ‘The Wedding Entertainer’ (The Tale of Moishe Badhan) di Gidi Dar e Shuli Rand. E poi ‘Mama’ di Or Sinai e ‘Where To?’ di Assaf Machnes, entrambi con 11 nomination.

    Tra i sei film candidati al premio principale, ‘Our Loves’ è uno dei titoli più attesi. Nesher, tra i registi più importanti del cinema israeliano contemporaneo, segue gruppo di persone, le cui storie si intrecciano con le vicende di abitanti dei kibbutz, partecipanti al festival Nova, agenti di polizia e altri personaggi durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele in un racconto corale che affronta l’orrore e, allo stesso tempo, la capacità di reagire.

    Prodotto dalla casa israeliana SIPUR insieme a Fox Enterytainment e Access Entertainment, il film è stato indicato dai suoi produttori come una delle opere che potrebbero riportare Israele agli Oscar dopo oltre un decennio di assenza.

    Completano la categoria del miglior film ‘Home!’ di Reut Akkerman, che racconta la ricerca delle proprie radici da parte di una donna dopo la morte della madre biologica; ‘Where To?’, incentrato sull’incontro tra un autista Uber palestinese residente a Berlino e un giovane israeliano smarrito; ‘Mama’, dedicato a una lavoratrice polacca che, tornando a casa dopo anni trascorsi come governante in Israele, ritrova una famiglia profondamente cambiata; e ‘The Wedding Entertainer’, storia di redenzione di un musicista alle prese con l’alcolismo, diretta da Gidi Dar e scritta e interpretata da Shuli Rand.

    Tra i documentari candidati spicca ‘Shalom’, dedicato agli operatori israeliani e palestinesi dello Zoo Biblico di Gerusalemme, uniti dall’impegno per accompagnare negli ultimi giorni di vita un rinoceronte. Nella categoria del miglior cortometraggio documentario figurano inoltre ‘Alon, My Brother the Hero’, sul tentativo della famiglia Shamriz di riportare a casa Alon, rapito da Hamas il 7 ottobre; ‘Children No More: Were and Are Gone’, dedicato alle proteste di attivisti israeliani contro la guerra; e ‘Ahmad the Movie Star’, che ripercorre la storia del film del 1966 ‘I Am Ahmad’, considerato il primo film israeliano a raccontare un protagonista arabo.

    Quest’anno sono state presentate 90 produzioni, tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e film d’animazione, a testimonianza della vitalità del cinema israeliano nonostante il difficile contesto attraversato dal Paese.

    Il vincitore dell’Ophir come miglior film sarà designato come candidato ufficiale di Israele agli Oscar. Finora il Paese ha ottenuto 10 candidature nella categoria del miglior film internazionale senza mai conquistare la statuetta.

    La cerimonia degli Ophir Awards 2026 si terrà il 9 settembre al Cinema City Glilot e sarà trasmessa in diretta da Mako.

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