
Diverse specie vegetali rare e in via di estinzione in Israele sono tornate a fiorire, produrre semi e, in alcuni casi, perfino frutti grazie a un progetto congiunto di conservazione promosso dal KKL-JNF (Keren Kayemeth LeIsrael-Jewish National Fund), dal vivaio di Eshtaol e dal Giardino Botanico di Gerusalemme. L’iniziativa punta a salvaguardare piante vulnerabili e a rafforzarne in futuro le popolazioni negli habitat naturali.
Tra i risultati più significativi figura la propagazione del fieno greco spinoso, una specie quasi minacciata utilizzata anche nella cucina e nella medicina tradizionale, e della Cephalaria setosa, una pianta particolarmente difficile da coltivare fuori dal suo ambiente naturale, che è riuscita a germogliare e fiorire con successo. Altre specie hanno prodotto frutti per la prima volta nell’ambito del progetto, consentendo la raccolta e la conservazione dei semi in strutture protette, tra cui la Israel Nature and Parks Authority e la Israel Plant Gene Bank.
Secondo il direttore scientifico del Giardino Botanico di Gerusalemme, Ori Fragman-Sapir, il programma ha ormai sviluppato tecniche per propagare oltre 500 specie vegetali differenti, rappresentando un importante passo avanti nella tutela della biodiversità israeliana. Tra gli altri successi figurano anche la coltivazione dell’Aegilops cylindrica, una graminacea di interesse per la ricerca agricola, la scoperta di una popolazione di aglio bianco e la prima fioritura nel giardino della rara Rosa fenicia, specie originaria del Medio Oriente.
Per i responsabili del progetto, il traguardo più importante non è soltanto vedere queste piante tornare a fiorire, ma completare l’intero ciclo vitale producendo nuovi semi, una riserva genetica fondamentale per evitare che specie ormai sempre più rare scompaiano definitivamente dalla natura. Il Giardino Botanico di Gerusalemme sta così assumendo un nuovo ruolo, trasformandosi in un vero e proprio rifugio per la flora selvatica minacciata del Paese.
Foto: Rosa phoenicia in un’iniziativa del KKL-JNF. (credit: ORI FRAGMAN SAPIR)














