
A pochi mesi dalla loro posa, nelle scorse ore le otto pietre d’inciampo di Piazza Santa Giulia a Torino sono state vandalizzate. I nomi delle vittime della persecuzione nazifascista: Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim, sono stati ricoperti con scarabocchi neri e rosa, tracciati con pennarelli dal tratto spesso. Un gesto che ha suscitato l’immediata indignazione delle istituzioni, ma anche una risposta concreta e spontanea: in serata, quattro liceali hanno ripulito le pietre fino a farle tornare a splendere.
Le otto pietre di Piazza Santa Giulia, posate davanti al civico 12, dove un tempo sorgeva l’ex Ospizio Israelitico, raso al suolo dai bombardamenti del 13 luglio 1943 e mai più ricostruito nella sua funzione, erano il frutto di anni di ricerca storica condotta dallo storico Nicola Adducci negli archivi delle carceri torinesi e dal lavoro di Claudio Mercandino della sezione ANPI “Renato Martorelli” — ricerca poi confluita nel volume Nel vostro nome (Impremix edizioni). Si trattava di donne anziane, sole, malate, che nell’ospizio avevano trovato l’ultimo riparo. Vennero arrestate il 3 dicembre 1943 in Via Como 140, dove erano state trasferite dopo il bombardamento, per essere poi deportate a Fossoli e quindi ad Auschwitz, dove furono uccise il 10 aprile 1944, il giorno stesso dell’arrivo.
“Vedere le pietre d’inciampo ‘cancellate’ è un pugno allo stomaco”, ha dichiarato il segretario del Pd torinese Marcello Mazzù, primo a denunciare pubblicamente l’accaduto. Il sindaco Stefano Lo Russo ha parlato di gesto “vile e stupido, che offende la memoria delle vittime del nazifascismo”, definendo l’episodio “inaccettabile, ancor più perché colpisce i luoghi della memoria”. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, torinese, ha sottolineato come “cancellare i nomi delle vittime della persecuzione nazista significa imbrattare con l’odio la memoria, la storia e i valori fondanti della nostra comunità”. Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha avvertito che il fatto non può essere “derubricato a semplice atto vandalico”, ma va letto come “un segnale che richiama con forza un fenomeno che sta riemergendo in modo preoccupante nella nostra società: l’antisemitismo”.
Sulla vicenda indaga la Digos, che analizzerà le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Al momento non risultano rivendicazioni. Per domani mattina, alle 10.30, è convocato un presidio in piazza Santa Giulia.















