
“È successo anche a Roma. Un iscritto alla nostra comunità che non voleva rinunciare a indossare normalmente la kippah è stato per questo insultato e aggredito”, così il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, in una nota. L’uomo, 62 anni, è stato insultato e aggredito domenica pomeriggio nel quartiere Marconi, in via Gerolamo Cardano, da almeno due giovani che lo hanno prima insultato in arabo e poi colpito a calci e pugni. Soccorso dal 118, è stato trasportato all’ospedale San Camillo. Gli aggressori si sono dati alla fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, che hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.
“Denunciamo con forza questo episodio, chiediamo che venga fatta piena luce e i responsabili vengano puniti, e ringraziamo le autorità e le forze dell’ordine per la protezione quotidiana che garantiscono a tutta la nostra comunità, la più antica di Roma con i suoi duemila anni di storia”, ha affermato Fadlun, che inquadra l’episodio in un contesto più ampio di crescente ostilità verso gli ebrei. “Dev’essere chiaro a tutti che l’antisemitismo esiste da sempre e dopo il 7 ottobre è aumentato in maniera esponenziale. E dev’essere anche chiaro che nel momento in cui un ebreo viene insultato e aggredito, in Italia, a Roma, in quanto ebreo, a essere messi in gioco sono i valori fondamentali della Costituzione che appartiene a tutti noi italiani, ha aggiunto.
Non è la prima volta che il quartiere Marconi diventa teatro di episodi a sfondo antisemita. Lo scorso ottobre, su un panificio kosher di via Avicenna era comparsa una scritta offensiva contro gli ebrei.
Le indagini sono in corso. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, mentre i testimoni presenti al momento dell’aggressione hanno già fornito la loro testimonianza alle forze dell’ordine.















