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    ROMA EBRAICA

    Stravaganze lucenti. L’argenteria di Raffaele Fornari — Roma 1930

    Immagina una tavola apparecchiata con oggetti che brillano come stelle. Candelabri che catturano la luce, cornici che sembrano uscite da un sogno, posate che raccontano storie di eleganza senza tempo. Questo è il mondo di Raffaele Fornari: artigiano del lucente, poeta dell’argento puro.

    L’argento non è solo un metallo. È un’ossessione bella. Ha abbellito le tavole dei nobili, impreziosito altari e troni, attraversato i secoli senza perdere neanche un grammo del suo fascino. Brillante, raffinato, senza tempo — come certe cose che più invecchiano, più diventano preziose.

    Raffaele nasce a Roma il 26 luglio 1898, figlio di Alberto e Vittoria Sermoneta. Cresce circondato da quell’argento che suo padre già trattava con rispetto e passione. Impara in fretta. Ha occhio. Ha mani abili. E soprattutto, ha il gusto di chi sa che la bellezza non si improvvisa.

    Padre e figlio iniziano con i banchi — mercato vero, vita vera — comprando e vendendo oggetti preziosi di ogni tipo. Poi, nel 1929, arriva il salto di qualità: un negozio tutto loro, prima in Piazza Pollarola, poi nella mitica Via della Scrofa. Niente più compromessi: solo argento. Solo il meglio.

    Servizi da tè e caffè lavorati a mano, cornici elegantissime, posaterie che ancora oggi campeggiamo orgogliose nelle case di chi sa riconoscere la qualità. I Fornari diventano un nome. Una garanzia. Uno stile.

    Raffaele ci lascia giovane, il 11 luglio 1934, ma la sua eredità brilla ancora — letteralmente.

    Fonti: Angelo Piperno, «Come eravamo per capire chi siamo», Sabbadini Grafiche, Roma 1999 Dati anagrafici Archivio Storico “Giancarlo Spizzichino” della Comunità Ebraica di Roma

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