
L’estate del 2025 a Santa Marinella è uno spettacolo di folla: ombrelloni, lettini e asciugamani si ammassano sulla spiaggia, lasciando a malapena lo spazio per camminare. La ricerca di un “posto al sole” sembra quasi un’impresa impossibile, un’immagine molto lontana da quella del 1934.
All’epoca, la situazione era decisamente diversa. Pur non mancando i bagnanti, l’aria era meno soffocante e trovare un angolo di spiaggia non era un privilegio. È in questo contesto che si inserisce la storia di Settimio Pavoncello e della sua famiglia, che riuscirono a godersi serenamente le loro vacanze.
Settimio Pavoncello: non solo un villeggiante
Nato a Roma il 9 agosto 1891 e scomparso il 14 novembre 1964, Settimio era figlio di Angelo Pavoncello e Benvenuta Piperno. Secondo l’archivio della Comunità Ebraica di Roma, era sposato con Giuseppina Citoni, da cui ebbe sette figli.
Nonostante la gestione di un negozio e una famiglia numerosa, Settimio era una figura di spicco nella comunità. Ricoprì importanti incarichi come consigliere della Comunità Ebraica e dell’Orfanotrofio Pitigliani, dimostrando un profondo impegno civile. Nel 1934, mentre Santa Marinella era già una meta balneare di tendenza, lui e la sua famiglia trovarono il loro meritato “posto al sole”, un simbolo di un’epoca più distesa e tranquilla.
FONTI
Foto estratta da Angelo Piperno, Come eravamo. Per capire chi siamo, Roma, Sabbadini Grafiche sud, 1999
Dati anagrafici: Archivio Storico della Comunità Ebraica Roma “Giancarlo Spizzichino”