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    ROMA EBRAICA

    Museo Ebraico di Roma, rinasce la Sala del Novecento

    Inaugurato il nuovo allestimento della Sala del Novecento del Museo Ebraico di Roma, uno degli spazi più visitati e apprezzati. Un ammodernamento atteso e significativo, che rinnova profondamente l’impianto espositivo e rafforza il dialogo tra opere d’arte e documenti storici originali, restituendo al visitatore un racconto più chiaro, coinvolgente e stratificato del Novecento ebraico italiano.

    All’inaugurazione erano presenti il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun e Alessandra Di Castro, Presidente della Fondazione Museo Ebraico di Roma, a testimonianza dell’importanza culturale e istituzionale di questo nuovo intervento. Il progetto nasce anche dall’esigenza di accogliere importanti donazioni, da parte di famiglie ebraiche romane​​, di dipinti e ceramiche, che hanno reso necessario ripensare l’intero percorso espositivo. Le nuove opere sono state integrate in modo coerente con documenti d’archivio, fotografie e oggetti storici, presentati secondo modalità differenziate che ne valorizzano il significato, la leggibilità e l’impatto visivo, superando i limiti del precedente allestimento. In sala, le opere dialogano con firme centrali dell’arte ebraica del Novecento come Corrado Cagli, Carlo Levi, Adriana Pincherle ed Emanuele Luzzati, offrendo una lettura artistica capace di affiancare e rafforzare il racconto storico.

    Dal punto di vista strutturale, la Sala è stata alleggerita grazie alla rimozione di elementi centrali e di riproduzioni in gigantografia, recuperando spazio e centralità per gli originali. Accanto alle opere già note al pubblico, trovano ora posto materiali provenienti dai depositi del Museo e acquisizioni entrate in collezione in seguito a mostre e progetti espositivi degli ultimi anni, come la Natura morta del 1928 di Gino Parin (Federico Guglielmo Jehuda Pollack), esposta nella sezione dedicata alla persecuzione razziale e carica di un forte valore simbolico. Il percorso segue una scansione cronologica articolata in cinque sezioni: dall’Emancipazione alla Prima guerra mondiale; la partecipazione ebraica al primo conflitto mondiale; le leggi razziali e la persecuzione dei diritti civili; la deportazione dall’Italia; il Dopoguerra e la nascita dello Stato di Israele. Opere d’arte e documenti storici accompagnano il visitatore in un racconto che è insieme storico, artistico e didattico, capace di attraversare l’intero secolo breve con rigore e sensibilità.

    Con questo nuovo allestimento, il Museo Ebraico di Roma conferma e rafforza il proprio impegno nella valorizzazione della memoria storica e nella trasmissione della storia e della cultura ebraica del Novecento alle nuove generazioni.

    Credit foto Giorgio Benni

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