
Fu una figura straordinaria. Prima italiana a varcare la soglia del Collegio Rabbinico di Roma, dapprima come uditrice, poi come bibliotecaria, incarnò una tenacia e un’apertura mentale fuori dal comune.
Lea Scazzocchio Sestieri (Roma, 31 maggio 1913 – 18 novembre 2018) si laureò in lingue semitiche, ma poi la sua vita fu segnata da continui sradicamenti: Asmara con il marito (l’avvocato Umberto Scazzocchio), poi la fuga in Uruguay durante le persecuzioni razziste. A Montevideo conquistò la cattedra di Lingua e letteratura greca all’Università, trasformando l’esilio in opportunità per diffondere la Bibbia e la cultura ebraica.
Il ritorno a Roma nel 1979 segnò la sua consacrazione: cattedra di ebraismo post-biblico alla Pontificia Università Lateranense, insegnamento in diverse Facoltà teologiche pontificie, direzione della collana “Radici” per Marietti, fondazione dell’Amicizia ebraico-cristiana di Roma.
La sua eredità si condensa in un principio: per un autentico dialogo servono “chiarezza di identità, costanza e conoscenza profonda delle due tradizioni religiose”.
Fonte: Archivio fotografico ASCER













