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    ROMA EBRAICA

    Il ricordo di Giorgio Sestieri, una vita per l’OSE, i bambini e la memoria ebraica

    Il 13 ottobre, al micronido OSE di Trastevere, il limud in ricordo di Giorgio Sestieri z.l. ha riunito rappresentanti del mondo ebraico italiano per ricordare un uomo che si è dedicato con energia, passione e instancabile determinazione ad attività sociali e di formazione per bambini, alla solidarietà e alla trasmissione della cultura ebraica. Un impegno che continua a vivere nelle iniziative che aveva promosso e, in particolare, nel micronido nato grazie alla sua visione.

    Giorgio Sestieri è stato a lungo presidente dell’OSE, l’Organizzazione Ebraica di Assistenza Sanitaria, succedendo a Miriam Ascarelli Piperno z.l. Nel corso degli anni ha saputo interpretare e rinnovare la missione dell’ente, trasformando i valori della solidarietà e dell’assistenza in progetti concreti, rivolti soprattutto ai bambini e ai ragazzi.

     

    L’OSE, organizzazione no profit nata in Russia nel 1912, si è posta fin dalle origini l’obiettivo di prestare assistenza medica, tutelare la salute e offrire sostegno e protezione, in particolare ai bambini in difficoltà. Nel corso della sua storia l’OSE ha ampliato progressivamente i propri interventi per rispondere alle necessità delle comunità ebraiche colpite da discriminazioni e conflitti, adattando le sue attività ai diversi contesti storici e sociali. Durante la Seconda guerra mondiale ha contribuito a salvare migliaia di bambini ebrei e dopo la Shoah, ha assistito migliaia di profughi in Italia.

    La sezione italiana dell’OSE fu fondata tra il 1946 ed il 1951 da Raffaele Cantoni, che all’epoca era anche presidente dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane. Una storia di impegno e responsabilità che Giorgio Sestieri z.l. ha saputo raccogliere e portare avanti con la convinzione che la solidarietà dovesse tradursi in azioni concrete e capaci di rispondere ai bisogni del presente.

    Tra le realizzazioni a cui Sestieri era più legato c’è l’asilo OSE di Trastevere, nato da una sua intuizione e dalla tenacia con cui riuscì a superare le difficoltà, ottenendo i permessi necessari. Oggi la struttura accoglie 14 bambini tra uno e tre anni: un luogo in cui la sua idea di cura, attenzione e crescita continua a prendere forma ogni giorno.

    La moglie Daniela Roccas, che gli è sempre stata accanto, accompagnandolo anche nei suoi viaggi, sostenendolo e collaborando con lui, ricorda un’abitudine che racconta bene il suo rapporto con i più piccoli: ogni venerdì mattina, prima dello Shabbat si recava al nido per salutare i bambini e augurare loro Shabbat shalom.

    Il legame con l’OSE non si esauriva, tuttavia, nell’attività svolta in Italia. Sestieri aveva costruito un rapporto importante con l’OSE Francia, favorendo la collaborazione tra le due organizzazioni. Nel 2012, in occasione del centenario della nascita dell’OSE, organizzò a Roma, presso il Complesso di Vicolo del Valdina della Camera dei Deputati, una mostra fotografica itinerante dedicata alla storia dell’ente, che ha anche fatto tappa in diversi Paesi europei e negli Stati Uniti.

    Accanto all’impegno per l’infanzia, Giorgio Sestieri ha dedicato anche tempo ed energie all’impegno sociale ed è stato anche vicepresidente della CER (assessore al personale) quando era presidente Leone Paserman. Era, inoltre, molto legato al progetto Memoria, convinto dell’importanza di portare la conoscenza della cultura ebraica nelle scuole durante tutto l’anno, e non soltanto in occasione della Giornata della Memoria. Andava spesso anche in luoghi remoti d’Italia, incontrando studenti per raccontare la storia e la cultura ebraica e contribuire a mantenerne viva la conoscenza. In alcune occasioni era accompagnato da Alberto Sed z.l. o da Marica, moglie di Shlomo Venezia z.l., testimoni di vicende che hanno segnato profondamente la storia ebraica del Novecento.

    Un altro legame speciale era quello con le colonie e, in particolare, con Caletta. Anche in questo ambito Sestieri seppe trasformare la propria sensibilità in un progetto sociale concreto: promosse un’iniziativa a sostegno di ragazzi israeliani vittime del terrorismo, che sono stati accolti a Roma da alcune famiglie e successivamente ospitati a Caletta, dove potevano trascorrere alcuni giorni di vacanza e trovare un momento di serenità.

    Nel ricordare Sestieri, l’attuale presidente dell’OSE, Tamara Anticoli, ne ha sottolineato la tenacia, la signorilità e la straordinaria dedizione. «Io, scherzando, gli dicevo: “Giorgio è l’OSE e l’OSE è Giorgio”. Con il tempo mi sono accorta che avevo sottovalutato il suo ruolo. Svolgeva un lavoro di grande sacrificio e abnegazione, portando avanti grandi progetti per far sì che l’OSE diventasse un ente ancora molto attuale e proattivo. Per questo lo ringrazio e continuo a dire che Giorgio è l’OSE e l’OSE è Giorgio».

    Parole che restituiscono il senso di un impegno quotidiano, spesso silenzioso, portato avanti con la consapevolezza che un’organizzazione come l’OSE debba continuare a rinnovarsi, senza perdere i valori che ne hanno ispirato la nascita.

    Anche il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha ricordato Sestieri come un amico. «Sin da subito ci siamo trovati nel voler fare qualcosa di concreto. Lui è riuscito, con difficoltà, ad avere i permessi per il nido. Mi ha insegnato cose ispiranti, come la storia di Raffaele Cantoni, il fondatore della sezione italiana dell’OSE. E come Cantoni fu di ispirazione per Giorgio, lui lo è stato per me. Lo ricorderò sempre come un uomo per bene e una mente brillante».

    Tenacia, ostinazione e attenzione ai bambini sono stati i tratti distintivi di Giorgio Sestieri z.l. anche nel ricordo del Rabbino Capo di Roma, Riccardo Shmuel Di Segni, che ha collegato il senso dell’incontro alla lettura della Torah.

    «Questa settimana abbiamo ricominciato la lettura della Torah con Bereshit e abbiamo letto una parashà densa di situazioni e significati», ha esordito, invitando i presenti a riflettere anche sul miracolo rappresentato dalla sopravvivenza e dalla rinascita della lingua ebraica.

    «La lingua ebraica è stata coltivata negli scritti e nei testi sacri, ma tra ebrei non si parlava in ebraico: si utilizzava la lingua locale, come il Latino o il giudaico romanesco». Con la rivoluzione sionista, l’ebraico è stato riscoperto come lingua nazionale del popolo ebraico. Una rinascita che ha richiesto anche la creazione di un vasto patrimonio di parole nuove, necessarie per descrivere il mondo contemporaneo. Di Segni ha proposto, a questo proposito, l’esempio della parola «drone», mostrando come anche un oggetto della tecnologia moderna possa diventare occasione per riflettere sulla lingua e sulla tradizione.

    «I droni volano telecomandati e possono trasportare telecamere, bombe ma anche il sangue. Sono strumenti utili e micidiali allo stesso tempo. La parola drone viene dall’inglese ed è il nome di una specie di calabrone che aleggia nell’aria e rimane sospeso.  Ma in ebraico come si può dire drone?  Come chiamarlo? Si usa la parola rachpan. Perché all’inizio della Torah leggiamo: “lo spirito di D-o aleggiava sopra la superficie dell’acqua” e da lì abbiamo il drone».

    La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, ha ricordato Giorgio Sestrieri come una figura esemplare di servizio alla collettività: «Era rappresentativo del modo di darsi alle nostre comunità, così come lo ho interpretato io e tanti altri: come spirito di servizio. Un amore quasi incomprensibile».

    Un impegno che, ha sottolineato, non si è limitato all’OSE e all’attenzione per l’infanzia, ma ha abbracciato la storia e la cultura ebraica attraverso iniziative di diverso genere. «Se potessi scegliere tre parole chiave sarebbero: solidarietà per le situazioni di infanzia e fragilità, cultura e memoria».

    A conclusione dell’incontro, al micronido è stata scoperta una targa in memoria di Giorgio Sestieri z.l., fondatore e anima della struttura. Un gesto simbolico che lega il suo nome ad un luogo in cui la sua visione continua a tradursi in attenzione quotidiana per i bambini. Giorgio Sestieri ha lasciato la moglie, Daniela Roccas, e i due figli, Dalia e Giulio Sestieri, insieme alla testimonianza di una vita spesa con passione al servizio degli alti.

    In foto: Giorgio Sestrieri al centro tra il presidente dell’OSE France Jean-Francois Guthmann (a destra) e Maurice Michower presidente degli anziani e simpatizzanti dell’OSE (sinistra). In basso Elie Wiesel

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